Rebibbia, 500 detenuti in più dei posti previsti. La denuncia di Nieri

mercoledì, 3 Marzo, 2010

“Il carcere di Rebibbia vive oggi una situazione di grave sovraffollamento. Attualmente sono presenti nella casa circondariale 1680 detenuti per 1180 posti letto regolamentari. Ben 500 persone in più rispetto a quelle consentite – è quanto dichiara l’Assessore al Bilancio della Regione Lazio ed esponente di Sinistra Ecologia Libertà Luigi Nieri, che si è recato in visita a Rebibbia questa mattina – . Si tratta di una situazione insopportabile per i detenuti, costretti ad accamparsi dove c’è posto. In alcune sezioni, come quella dei nuovi giunti o quelle riservate a detenuti che hanno commesso particolari tipi di reati, abbiamo visto celle di 15 metri quadri con dentro 6 persone. Una condizione al di sotto degli standard minimi imposti dagli organismi internazionali: l’Italia è stata già condannata per non aver rispettato tali standard”.

“Un sovraffollamento – prosegue Nieri – la cui responsabilità, ovviamente, non è da attribuire agli operatori o ai responsabili dell’istituto i quali, anzi, meritano un plauso per la disponibilità e la qualità del servizio offerto. L’istituto, infatti, è ben amministrato dall’attuale direttore”.

“Quando si visita un carcere, si trovano sempre storie incredibili. Una persona di quasi 80 anni è in carcere perchè non in grado di trovare un alloggio fuori; a un uomo gravemente malato è stata revocata la detenzione domiciliare perché si era recato al piano di sopra per farsi fare una iniezione. La storia più incredibile, però, riguarda un signore, pure lui ottantenne, che ha già scontato 10 anni di pena e ne deve scontare altri 4 per aver commesso una sorta di eutanasia. Anche lui oggi non può chiedere i domiciliari perché non ha nessuno fuori che possa ospitarlo. Me ne occuperò personalmente, e chiederò a tutti di attivarsi per offrigli sostegno e solidarietà”.
Nieri, infine, lancia un allarme sulla sanità penitenziaria: “Il Ministro dello Giustizia non ha ancora trasferito alle Asl i fondi, e si tratta di centinaia di milioni di euro, che servono al servizio sanitario pubblico per mandare avanti la sanità penitenziaria. Risorse attese dal 2009 – conclude Nieri”.

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