Informazioni che faticano a trovare spazio

Formati da Yoani Sanchez 30 giovani blogger a Cuba

Da l’Espresso:

La voce di Yoani Sanchez: ‘Cuba è fragile’
di Gianluca Schinaia
In collegamento audio con la Triennale di Milano, la blogger di ‘Generazione Y’ ha parlato della situazione di Cuba, delle intimidazioni che subisce dal regime castrista e della sua ‘scuola per blogger’

Yoani Sanchez nella sua casa a L’Avana
“La mia è solo l’opinione di una cittadina cubana che si chiede ogni giorno perchè il paese dove vive non somigli a quello che le avevano promesso quando era una bambina”. Parole che pesano, specie se a pronunciarle è Yoani Sanchez, 35 anni, la blogger cubana più famosa del mondo. Giovedì scorso alla Triennale di Milano, la Sanchez ha risposto per un’ora alle domande di giornalisti e curiosi. Nella sala della Triennale il collegamento tra la platea e la blogger era precario, basato esclusivamente su un microfono appoggiato a un Iphone, eppure le casse trasmettevano proprio la sua voce.

ASCOLTA Yoani Sanchez: una scuola dei blog per imparare la libertà

Un evento più unico che raro, perchè la Sanchez vive isolata nella sua stessa isola: il suo blog Generazione Y è censurato a Cuba, le è severamente vietato espatriare e spesso riceve intimidazioni. “Il mese scorso mi hanno rapito insieme a un collega: mi hanno denudato e poi picchiato”. Non c’è bisogno di sapere perchè: se a Cuba la Sanchez vive coraggiosamente in un clima di censura e intimidazioni, nel resto del pianeta è una celebrità assoluta.

Il blog di Yoani – nato nel 2007 – ha ricevuto il premio Ortega y Gasset del quotidiano spagnolo El Pais e nel 2008 la Sanchez è stata selezionata dalla rivista Time come una delle 100 persone più influenti del mondo. Anche la Cnn ha premiato Yoani inserendo Generazione Y tra i “25 migliori blog del 2009”. La scelta del nome del suo web log è spiegata nell’homepage del diario digitale: “Generazione Y si ispira a gente come me, che ha nomi che cominciano o contengono una Y. Persone nate a Cuba tra gli anni ’70 e ’80, segnati dalle scuole di regime, dalle bambole russe, dalle fughe illegali, dalla frustrazione”.

D’altra parte, il prezzo della popolarità di Yoani è la rabbia del regime cubano. Il governo di Fidel Castro l’accusa di essere una dissidente finanziata dagli americani in chiave anticastrista. Tant’è che alla Triennale un giornalista malizioso le ha chiesto perchè avesse deciso di lasciare la Svizzera – dove ha vissuto tra il 2002 e il 2004 – per tornare all’ombra della censura castrista. Lei ha risposto che doveva tornare perchè suo padre non stava bene, ma soprattutto perchè non ce la faceva a vedere cosa succedeva a Cuba da lontano.

Un altro giornalista le ha chiesto chi finanziasse il suo blog. “Nessuno” ha risposto “un blog è gratuito e io mi mantengo e finanzio alcune attività grazie a quello che ricevo con il mio lavoro da giornalista”. Basti pensare che solo in Italia Yoani gestisce una rubrica sulla rivista ‘Internazionale’ e collabora costantemente con il quotidiano ‘La Stampa’.

Ma le accuse contro la giovane blogger cominciano a funzionare poco anche a Cuba. “Oggi – tuonava la voce di Yoani dalle casse della Triennale – celebriamo la fine del corso di preparazione della prima accademia di blogger cubani”. Trenta giovani, infatti, hanno partecipato alle lezioni di Yoani e del marito Rinaldo: “gli studenti hanno imparato a gestire un blog ma ognuno poi fa quel che vuole: noi gli abbiamo donato un paio d’ali, decideranno loro liberamente in quale cielo volare”.
(10 aprile 2010)

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