In difesa di Anat Kamm, l’ex soldatessa israeliana accusata di aver rivelato una strage di palestinesi al giornale Haaretz

giovedì, 8 Aprile, 2010

Dal Corriere online riprendo:

RISCHIA L’ERGASTOLO

Ex soldatessa a processo: «È una spia»

Israele, ai domiciliari da dicembre la 23enne Anat Kamm: avrebbe fornito dati top secret a Haaretz

RISCHIA L’ERGASTOLO
Ex soldatessa a processo: «È una spia»
Israele, ai domiciliari da dicembre la 23enne Anat Kamm: avrebbe fornito dati top secret a Haaretz

Anat Kamm (Ansa/Epa)
Anat Kamm (Ansa/Epa)

GERUSALEMME – Una ex soldatessa dell’esercito israeliano è sotto processo con l’accusa di spionaggio. La donna, Anat Kamm, 23 anni, è accusata di aver trasmesso copie di documenti “top secret” al quotidiano Haaretz. La Kamm è ai Domiciliari da dicembre e ora rischia l’ergastolo, ma la notizia del suo arresto non è stata resa pubblica fino ad oggi su decisione delle autorità inquirenti. La magistratura ritiene che la 23enne sia la fonte di un articolo di Haaretz in cui l’esercito israeliano era accusato dell’uccisione di militanti palestinesi in violazione di una sentenza della Corte suprema.
«MOTIVI IDEOLOGICI» – La giovane, secondo l’accusa, avrebbe approfittato durante il periodo di leva obbligatoria, tra il 2005 e il 2007 , della sua funzione di segretaria del generale Yaïr Naveh, allora alla guida del Comando centrale in Cisgiordania, per rubare circa 2.000 documenti classificati come «top secret». Anat Kamm, che ha lavorato dopo il servizio militare anche per il sito giornalistico Walla, avrebbe trasmesso la maggior parte dei dossier top secret al giornalista di Haaretz Uri Blau, che li avrebbe usati per scrivere una serie di articoli relativi ai metodi utilizzati dall’esercito israeliano nella Striscia. Uno di quelli pubblicati, in particolare, indicava come i militari avessero ricevuto ordini di eseguire uccisioni mirate contro gli attivisti palestinesi della Jihad islamica, in violazione di quanto stabilito dalla Corte suprema. Gli articoli di Blau hanno superato indenni la censura israeliana fino a quando però il reporter non si è occupato dell’operazione lanciata a fine dicembre dall’esercito israeliano a Gaza. Anat Kamm, da parte sua, ha confermato di aver agito per motivi ideologici. Intervistato dalla radio militare, l’avvocato Avigdor Feldman ha sottolineato che la sua cliente «aveva libero accesso al computer personale del generale Naveh» dove la donna ha scoperto l’esistenza di quei metodi contrari alla Corte suprema e che hanno «urtato la sua coscienza». Feldman ha inoltre precisato che «l’atto di accusa non è stato ancora formalmente notificato».

IL GIORNALISTA E IL MANCATO RIENTRO – La posizione di Uri Blau, ormai da diversi mesi all’estero, è difficile: il giornalista è accusato di aver nascosto alle autorità di disporre di centinaia di documenti rubati. Alla radio militare, l’editore di Haaretz Amos Schocken ha spiegato che preferirebbe evitare l’arresto del reporter. Blau, ha aggiunto, «negozia dall’estero le condizioni del suo rientro in Israele con il Shin Beth», i servizi segreti. L’ex consigliere giuridico del governo, Menahem Mazouz, ha tentato invano di arrivare a un accordo affinché il giornalista restituisse i documenti top secret in suo possesso. Sulla stampa israeliana solo vaghe allusioni di questa vicenda, che ha invece trovato ampio spazio sui media stranieri.

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