La fotografia secondo Tano D’Amico

mercoledì, 14 Aprile, 2010

Tano D’Amico si espone al suo primo seminario.
Al Centro di fotografia sabato alle 16.

Tano, uno che dice: cosa faccio? faccine…(sopra una sua nota foto: ma la ragazza chi era mai?). Segue la presentazione deell’iniziativa, secondo Tano D’Amico stesso.

I seminario La verità e la fotografia

Tipo:
Inizio:
sabato 17 aprile 2010 alle ore 16.00
Fine:
domenica 18 aprile 2010 alle ore 13.00
Luogo:
Centro Sperimentale di Fotografia Roma

Descrizione

La verità e la fotografia
“Lasciatemi dire la verità sul nostro tempo e sulla gente” invoca, nei travagliati anni della repubblica di Weimar, August Sander, uno dei padri di tutti noi fotografi. “Che cosa è la verità?” risponde da sempre Ponzio Pilato dal palazzo di Erode. A Sander non andò proprio bene, i suoi libri vennero bruciati dalle camicie brune, suo figlio morì in un lager. Lui riuscì solo a sopravvivere, ma le sue fotografie la verità riescono a dirla. La domanda di Pilato però rimane sempre, un fotografo prima o poi i conti ce li deve fare. I miei maestri i conti ce li hanno fatti per tutta la vita, senza lavarsene mai le mani. Loro, come Sander, pezzi di verità li hanno mostrati.
Ho guardato i loro occhi e il loro lavoro. Cercavo la verità, li guardavo e vedevo che occorreva tutto l’amore e tutta la tensione di una vita. Per una bella foto di reportage occorreva tutto l’amore e tutta la tensione di una vita. E non era ancora la verità, era solo una bella foto di reportage.
Una bella fotografia di reportage è un paradosso che non ho mai capito. Nasce perché il fotografo l’ha creata, l’ha aspettata, l’ha capita, l’ha fatta nascere proprio in quel luogo, proprio in quel momento, in quell’istante, in quella situazione.
E se quella fotografia vive, continua a vivere, ha vita propria è per tutto quello che l’allontana per tutto quello che va oltre quel posto, quel luogo, quel momento, quella situazione.
Per tutto quello che l’allontana dal suo significato letterale. Può essere relativamente facile produrre immagini che si reggono sugli avvenimenti. E’ molto difficile realizzare immagini a cui gli avvenimenti stessi si reggono nella memoria. Rimangono nella memoria costruiscono la nostra memoria. Ai miei maestri dobbiamo le immagini che fanno la nostra storia ma a loro non bastava. Non erano felici. Non erano soddisfatti.
Guardavo i loro occhi e pensavo che proprio lì la verità aveva preso coscienza di se stessa. Loro tentavano di farmi capire che la verità è così difficile che bisogna farla pezzettino per pezzettino. Non è qualcosa di inanimato, non è uno degli elementi che compongono l’universo. La verità non esiste in natura. La verità debbono farla gli uomini. La verità si fa. Costa cara, ma è il frutto delle pene degli uomini. La più bella creazione dell’uomo.
Tano D’Amico

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