Processo di Brescia: come nasce Ordine Nuovo. Rauti, Spagna, Portogallo nella deposizione dello storico Giannuli

mercoledì, 14 Aprile, 2010

Da Bresciaoggi del 14.4.2010:

«Ordine Nuovo si offrì per l’azione armata»

LA TESTIMONIANZA. Davanti ai giudici il consulente della procura che ha analizzato documenti anche dei servizi segreti per studiare la destra radicale
Aldo Sabino Giannuli: «La documentazione rivela un ruolo attivo del leader Pino Rauti: offrì uomini all’Aginter Presse portoghese per l’attività eversiva»

  • 14/04/2010
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Il consulente Aldo Sabino Giannuli ha deposto ieri in aula (Fotolive)

Ordine Nuovo offrì uomini per azioni armate all’Aginter Presse, l’agenzia di stampa portoghese che per i publici ministeri Roberto Di Martino e Francesco Piantoni procurò l’esplosivo che venne fatto esplodere in piazza della Loggia la mattina del 28 maggio 1974. L’offerta di uomini per la lotta armata sarebbe venuta direttamente dal leader di Ordine Nuovo, Pino Rauti.
È LA CONCLUSIONE a cui è giunto il consulente Aldo Sabino Giannuli, ricercatore di Storia contemporanea all’università Statale di Milano, che dal 1998 collabora con la procura di Brescia per ricostruire l’ambito in cui agirono i movimenti della destra radicale negli anni della strategia della tensione. Ai due pubblici ministeri, che per la strage di piazza della Loggia hanno chiamato alla sbarra gli ordinovisti Delfo Zorzi e Carlo Maria Maggi, il leader del movimento Pino Rauti e Maurizio Tramonte, informatore del Sid infiltrato in Ordine Nuovo e l’ex generale dell’Arma Francesco Delfino, il ricercatore ha consegnato 48 consulenze, l’ultima conclusiva su Ordine Nuovo proprio nei mesi scorsi. Centinaia di pagine in cui il ricercatore, basandosi sulla documentazione trovata negli archivi dei servizi segreti, oltre che della Finanza, del ministero per gli affari esteri, della Polizia, delle questure di Roma e di Bologna e dell’Istituto Gramsci di Roma e dell’Istituto Sturzo, sempre di Roma, ricostruisce passo dopo passo i movimenti, le scelte politiche e le modifiche al movimento di Ordine Nuovo. Un cammino che il consulente ha ricostruito ieri in aula, nel corso della centoquindicesima udienza del processo davanti alla corte d’assise di Brescia.
Ordine Nuovo, come ricostruito da Giannuli nasce come corrente interna al Movimento sociale italiano nei primi anni 50, ispirandosi al filosofo Evola e con riferimento al modello nazista e al legionario Codreanu. Nel ’56 segretario del Msi viene eletto Arturo Michelini e il partito vive la scissione di Ordine Nuovo, alcune decine di persone a Roma con una appendice in Veneto. Nasce il centro studi Ordine Nuovo, il gruppo è riunito intorno a Pino Rauti, Clemente Graziani, Stefano Delle Chiaie (nel ’59 darà vita a Avanguardia Nazionale). I primi anni non sono facili, il centro studi non ha fondi, «ma la svolta c’è nel ’62 quando il gruppo entra in rapporti con i servizi segreti spagnoli. La tranquillità economica favorisce l’ampliamento: nasce il gruppo di Milano, Torino, Mestre, Padova, Verona, Castelfranco Veneto, Trieste. Ordine Nuovo è un gruppo centro-settentrionale con un solo gruppo a Napoli e alcune punte in Sicilia. L’estrazione sociale è medio-alta. Il gruppo sviluppa la teoria della guerra rivoluzionaria».
IL CONSULENTE ha evidenziato i rapporti con la Spagna, grazie anche al ruolo di Armando Mortilla, legato a On, referente a Roma della «Fiel notizie latine», agenzia dei servizi segreti spagnoli, e informatore dell’ufficio Affari riservati con il nome in codice di «Fonte Aristo». Mortilla aveva il compito di riferire alla Dar i rapporti tra Pino Rauti e la destra eversiva.
Ma i rapporti tra On e la Spagna, ha spiegato ancora Giannuli alla corte, tra il ’66 e il ’67 si incrinano e il gruppo si lega al Portogallo. «Rauti – ha spiegato Giannuli – avrebbe anche mediato l’acquisto di una partita di pistole Beretta per il Portogallo, che era soggetto a embargo per la guerra nelle sue colonie. E i rapporti in Portogallo sono con l’Aginter Presse di Guerin Serac. Secondo la fonte Aristo, che per il consulente è un personaggio di rilievo perchè ha fatto l’informatore per vent’anni e ha fatto da collegamento tra le informazioni dei servizi segreti spagnolo e italiano, i rapporti con l’Aginter Presse sarebbero stati tenuti da Rauti stesso. Dopo una serie di incontri con «Aristo» – è sempre la ricostruzione del consulente – «Rauti incontra Serac a Roma e il leader dell’agenzia portoghese chiede al leader di On la posizione del gruppo nei confronti degli Stati Uniti. Per il consulente la risposta di Rauti deve essere stata rassicurante perchè Serac invita gli ordinovisti a un incontro ad Atene: «Andarono 58 italiani, quasi tutti di On, come risulta dalla relazione della polizia di frontiera». Ed è in Grecia che, per il consulente nasce il terzo polo di On, che trova accoglienza ad Atene.
On collabora con l’Aginter Presse, secondo la ricostruzione del consulente, sul piano politico, per la raccolta di informazioni e per il reclutamento di mercenari. Sarebbe stato lo stesso Rauti, secondo le conclusioni di Giannuli, a offrire uomini a Serac per azioni armate: «Ci sono documenti che confermano l’interesse di On a stabilire questo tipo di rapporti».
La storia di Ordine Nuovo arriva a una svolta nel ’68, quando Michelini muore e viene eletto segretario Giorgio Almirante. Nell’ottobre del ’69 Rauti matura la decisione di rientare nel Msi. «Il 5 dicembre Rauti invia una lunga lettera a Maggi per spiegare la sua decisione. Ma per il consulente il gruppo si infila su un doppio binario: «Graziani nel ’69 costituisce il movimento politico Ordine Nuovo, vuole fare cose diverse da Rauti. Rinasce un polo della destra radicale, ma la rottura non è completa: ci sono militanti che passano da una parte all’altra, la scissione c’è, ma non c’è alcuna interruzione dei rapporti tra i due gruppi».
E per il consulente è singolare «la densità di infiltrati in On: un confidente dei carabinieri, un confidente della Finanza, un ufficiale dell’Esercito, 4 informatori della Cia, tre informatori della Dar e 9 confidenti tra Sifar, Sid e Cia». A dimostrazione dei rapporti tra l’estrema destra e i servizi segreti deviati dello Stato.

Wilma Petenzi

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