Quindici malati di Parkinson abbandonati con le pile scariche

venerdì, 16 Aprile, 2010

MALASANITA’

«Quindici malati di Parkinson
abbandonati con le pile scariche»

La denuncia arriva da un’associazione di tutela delle persone colpite dal morbo: «Vicenda kafkiana»

ROMA – Quindici malati di Parkinson portatori di un impianto di elettrodi-stimolatori nel cervello abbandonati dalla sanità pubblica con le batterie scariche. La denuncia è di Azione Parkinson, l’associazione che tutela le persone colpite dal morbo. «Quindici pazienti che hanno subito alcuni anni fa un intervento di DBS, la Deep Brain Stimulation, ossia di stimolazione cerebrale profonda con impianto di elettrodi nel cervello presso il Cto di Roma – denuncia Azione Parkinson – sono a rischio di irrigidimento corporeo totale. Le batterie si sono scaricate e il Servizio Sanitario Nazionale non ha fondi per un nuovo acquisto del costo di circa diecimila euro cadauno».
SENZA SOLDI PER I RICAMBI – Una vicenda kafkiana che si trascina da parecchio tempo nel Lazio e che coinvolge un gruppo consistente di ammalati, reduci dall’operazione chirurgica al cervello per il posizionamento, in un punto ben individuato, di un elettrodo- stimolatore in grado di riattivare l’efficienza delle cellule neuronali. Fatto l’intervento i malati hanno poi scoperto che la Regione non aveva più i soldi per garantire la sostituzione delle batterie che hanno vita di tre, quattro anni. «E’ una follia che subiamo da tempo – spiega il presidente dell’associazione, Claudio Passalacqua, in passato a capo dell’ordine dei farmacisti -. L’intervento è estremamente complesso. Prima di esservi sottoposto, il paziente viene esaminato da un’equipe di medici tra cui uno psicologo poiché non tutti sono in grado di sopportare questa operazione fatta necessariamente da svegli e della durata di circa otto ore. Gli stimolatori impiantati sono collegati attraverso un tracciato sotto pelle ad una speciale batteria posizionata chirurgicamente all’altezza della clavicola. Dopodiché abbiamo scoperto che l’acquisto di batterie di ricambio non era contemplato come voce di spesa in bilancio. Una vera follia…».
CITTADINI BEFFATI – Purtroppo, a batteria esaurita, i pazienti non godono più dei benefici dell’impianto, ritrovandosi in condizioni fisiche di gran lunga peggiori di quelle iniziali. Irrigidimento muscolare, improvvisi e frequenti blocchi delle articolazioni, impossibilità di deambulazione, tremore, terribile astenia, movimenti involontari, deglutizione a rischio. «Insomma oltre al danno come pazienti anche la beffa come cittadini – aggiunge Passalacqua – se si considera che la ASL ha investito in ogni impianto di elettrodi non più utilizzabile circa 35mila euro». Per il prossimo assessore alla sanità della Regione ecco una prima grana da risolvere al più presto.

Paolo Brogi
15 aprile 2010© Corriere della Sera RIPRODUZIONE RISERVATA
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