La serata con Basterra alla Casetta Rossa

giovedì, 10 Giugno, 2010

Riassunto per chi non c’era.
Quando Victor Basterra ha iniziato a parlare si è fatto silenzio alla Casetta Rossa tra i duecento presenti.
La voce calma di Victor Basterra (66 anni a dicembre, un molare e la mandiboila rotti allora al momento del sequestro da parte dei militari argentini calati dal tetto della casa vicina in quel brutto diìcembre del 1979, problemi alla colonna per le pedate prese poi tra una tortura e l’altra),  ha descritto quei giorni nella scuola dell’Esma.
Tutt’intorno, alla cancellata della Casetta Rossa, le foto che Victor è riuscito a “sacar” dal’Esma. Come ha brevemente spiegato Romina di Progetto Sur, intervenuta all’inizio, Victor ha usato tutte e due le accezioni di “sacar”: scattare le foto e anche portarle via. Accompagnavano le sue patole i volti tristi dei desaparecidos, tredici volti messi tutti insieme, lontano dalla galleria degli ottanta militari.
Rainews 24 ha poi intervistato Victor, il pezzo andrà presto in onda. Se non altro per Basterra e i suoi sfortunato compagni è stata una serata di riparazione.
C’era anche Graciela Ojeda, altra sequestrata, venuta con Victor nei giorni scorsi a testimoniare in aula contro l’ammiraglio Massera. Munu Actis invece è a Genova, dove in  autunno farà – è una pittrice – un grande murale al porto. E Susana Burgos è già tornata in Spagna dove vive. Victor oggi è invece andato a Firenze. E Urien e Garcia, i due militari antigolpisti,. sono già ripartiti per l’Argentina.
Victor ha raccontato tante cose, anche i quattro passaporti fatti per Licio Gelli che portano la sua impronta digitale. Ride quando lo riferisce. Tradotto da Jorge Ithurburu ha parlato per oltre un’ora.
Poi è intervenuta Denize, e ha aperto uno squarcio sulla prima ondata di violenze istituzionali partita a fine anni ’60 nel suo Brasile. Ha raccontato di essere stata “presa” quando era incinta di sei mesi, ha riferito del suo compagno “Bacurì” ammazzato in una caserma di San Paulo, della necessità di chiedere ai militari che hanno fatto queste cose di dire cosa sanno. In fin dei conti, in questa lunga mattanza che è approdata in Argentina nella seconda metà degli anni ’70 e che si è prolungata fino alla caduta del regime golpista nell’83, il Brasile ha un triste ruolo, quello di aver avviato per primo lo sterminio degli oppositori. Che farà il ministro di Lula dei diritti umani, Vannucchi?
Un giovane fotoreporter, Ceraudo, ha spiegato poi comne è riuscito a svelare i voli della morte in Argentina, una lunga inchiesta che due mesi fa è uscita sull’Espresso. Un lavoro lungo e certosino che l’ha portato da Buenos Aires a Miami e Fort Lauderdale per svelare uno dei più ignobili misteri del nostro tempo.
Alla fine due attrici hanno messo in scena “Donne argentine in fondo al mare”.
Più tradi molti dei presenti hanno cenato alla Casetta Rossa.

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