Non avete idea a sentirli uno di seguito all’altro, i pensieri dei cardinali tracotanti, dei teologi da strapazzo, del personale politico servizievole. Su omosessualità, coppie di fatto, aborto, pedofilia, eutanasia…Che impressione. In che paese dobbiamo mai vivere.
Boccata d’ossigeno lunedì sera al Vittoria di Testaccio, grazie a un gruppo di attori e musicisti che hanno messo in campo “In libero stato”. Scommettiamo che questo evento, salutato da una festosa platea affollata, non ha goduto di alcuna recensione? Eppure ne valeva la pena, anzi si spera che la riuscita quasi miracolosa della serata consenta repliche e non dico un tour, ma perchè no? Anche il resto d’Italia ne ha diritto.
Nata dunque da un’idea presumo di Stefano Disegni la serata in crescendo ha permesso il raggrumarsi di un sacrosanto laicismo che oggi sembra così difficile da ostentare. A leggere i pensieri davvero orribili dei frequentatori del santo soglio sono stati Toni Garrani, Giuliana De Sio, Monica Scattini, Massimo Ghini.
Simpatici gli scenarietti di Laganà e sopprattutto Rocco Papaleo, gran vena lucana di poeta. Divertenti le canzoni di Roy Paci e Luca Barbarossa, non male Locasciulli col figlio al contrabbasso, ottimo cantante Alessandro Haber, ispirata Milena Vukotic, presente Jimmy Ghione di “Striscia”, battutista in piena libertà il conduttore Rivera.
Defezioni? Anche. Erano annunciati Tognazzi, Fantastichini, Rubini, qualche altro che non si sono visti. Pazienza. Il tutto ha girato a dovere. Oltre che divertente una serata di promemoria utile. Perché c’è anche questa Roma laica, ricordiamocelo. Bisogna difendere la laicità dello stato.