Afgani all’Ostiense, si aggrava la situazione

mercoledì, 14 Luglio, 2010

Medici per i Diritti Umani
Comunicato stampa

Si aggrava la situazione umanitaria dei profughi afgani all’Ostiense:
appello alle istituzioni e alla cittadinanza
Roma, 14 luglio 2010
Medici per i Diritti Umani (MEDU) esprime profonda preoccupazione per l’aggravarsi della situazione umanitaria di almeno 150 profughi di nazionalità afgana costretti a vivere in condizioni alloggiative e igienico-sanitarie disastrose presso la stazione Ostiense e lasciati senza alcuna assistenza che non sia quella offerta da alcune associazioni e da singoli cittadini. Questa realtà- che vede numerosi richiedenti asilo e rifugiati vivere nel centro di Roma in insediamenti privi di qualsiasi standard minimo di accoglienza previsto per i campi profughi in ogni parte del mondo – è ben nota alle istituzioni e si protrae da anni senza che siano state adottate soluzioni efficaci e sostenibili.
Nell’insediamento spontaneo dell’Ostiense i profughi sono obbligati a dormire per strada, in baracche o stipati in tende in numero anche doppio a quello massimo previsto, senza servizi igienici e senza disporre di alcun sistema di raccolta dei rifiuti. Da circa due mesi è stata inoltre interrotta la fornitura di acqua potabile che veniva assicurata dall’unica fontanella d’acqua presente nell’insediamento.
Nell’ultima settimana le condizioni di vivibilità nelle tende e nelle baracche  sono state rese ancora più proibitive dal grande caldo e dalla polvere sollevata dei macchinari del cantiere nelle cui vicinanze si trova l’insediamento. L’insieme di tali fattori, oltre a rappresentare un vulnus permanente ai diritti fondamentali della persona,  costituisce ovviamente un rischio concreto per la salute dei profughi tra cui, ricordiamo, si trovano molti minori.
La proprietà del cantiere ha inoltre comunicato ai profughi la necessità di ultimare i lavori stradali in tutta l’area  e quindi l’urgenza di smantellare l’insediamento nelle prossime settimane. Si profila dunque il rischio concreto che nei prossimi giorni si proceda, come già avvenuto più volte in passato, ad uno sgombero forzato senza soluzioni alternative che renderebbe le condizioni dei profughi ancora più precarie.
MEDU ricorda che, secondo quanto stabilito da diversi trattati internazionali sui diritti umani sottoscritti dall’Italia, alle persone sottoposte a sgombero forzato, e che si trovino in condizioni di indigenza, deve essere comunque sempre garantito il diritto ad un alloggio alternativo adeguato.
L’aggravarsi della situazione è stato puntualmente segnalato da MEDU all’Assessorato alla Politiche Sociali del Comune di Roma già da dieci giorni senza che però, ad oggi, siano giunte risposte.
In concomitanza con l’ulteriore aumento delle temperature, MEDU ha attivato dalla giornata di ieri una distribuzione straordinaria di acqua potabile nell’insediamento dei profughi che proseguirà per tutta la settimana e in attesa che venga per lo meno ripristinata l’erogazione idrica attraverso la fontanella.
MEDU rivolge un appello alle istituzioni affinché non si proceda all’ennesimo sgombero forzato senza soluzioni alternative e affinché si individuino, nel più breve tempo possibile, soluzioni di accoglienza dignitose e sostenibili.
MEDU rivolge un appello ai cittadini affinché manifestino concretamente solidarietà ai profughi afgani in un momento in cui viene negato loro anche l’accesso a un bene essenziale come l’acqua potabile.

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