Berlino, contestato al presidente cileno l’acquisto di 91.000 ettari “mapuche” a Chiloé

martedì, 26 Ottobre, 2010

Dopo il successo dell’operazione salvataggio dei minatori il presidente cileno Sebastian Pinera sta effettuando una visita non priva di contestazioni in Europa.

Dopo Londra e Parigi, anche Berlino. Circa 80 manifestanti hanno ricordato di fronte e dentro l’università Humboldt la legge antiterrorista e la sua applicazione contro i mapuche, ma anche le compere milionarie latifondiste che il presidente imprenditore ha effettuato nell’isola di Chiloé nel sud del paese: 91.000 ettari (sopra un’immagine dal satellite della grande isola di fronte a Puerto Montt, un posto al quale Bruce Chatwin ha dedicato bellissime note in “Che ci faccio qui?”).

Il discorso di Pinera è stato seguito da alcuni interventi polemici. Ma è stato l’antropologo Carlos Contreras Painemal a ricordare la valenza giuridica dei trattati con i mapuche concludendo con una richiesta al presidente: “Quando restituirà la terra ai mapuche?”. Precisando subitoi dopo: “Lei ha comprato nell’anno 2004  91.000 ettari nell’isola di Chiloé che sono di proprietà Huilliche e sono sottoposti al Tratado de Tantauco, firmato  nel 1826”.

Nella sala dell’università erano inalberati cartelli che in seguito sono stati fatti a pezzi da personale dell’ambasciata intervenuto per interrompere la contestazione.

Poi il presidente Pinera ha inco9nteato la Merkel e sul registro degli ospiti ha vergato una frase che voleva essere di amicizia. Ha scritto: “Deutschland uber alles”. Quando ha capito – anzi quando gliel’hanno fatto notare – di aver scritto una roba nazi è diventato tutto rosso e ha chiesto scusa. “Non lo sapevo…”. Un Berlusconi secondo?

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