Brescia, corteo per la protesta degli immigrati. Che salgono su una torre anche a Milano

sabato, 6 Novembre, 2010

Sopra la gru di Brescia, sotto la torre di Milano. Gli immigrati protestano per i permessi di soggiorno. La protesta si allarga.

Brescia. Gli immigrati restano sulla gru, una grossa manifestazione sotto di loro oggi ha visto 10 mila presenze (nella foto). E intanto a Milano altri immigrati hanno imitato il loro gesto. L’emergenza immigrati si sta allargando ad altre realtà. L’articolo di Bresciaoggi online di oggi sabato.

Immigrati sulla gru: in migliaia alla manifestazione di sostegno

Tutto si è svolto senza problemi e il corteo è transitato per le strade della città

06/11/2010

Sono migliaia, secondo gli organizzatori diecimila, i manifestanti che hanno partecipato a Brescia al corteo di solidarietà nei confronti dei sei immigrati che da una settimana si trovano per
protesta sulla gru di un cantiere della metropolitana in via San Faustino.
Il corteo ha raggiunto le dimensioni maggiori in via San Faustino, quando si è poi fermato proprio sotto la gru e dall’ alto ha parlato uno dei sei occupanti. Tutto è proceduto senza problemi e il corteo ha chiuso nuovamente sotto la gru. In fondo al corteo c’era
anche un gruppo di genitori di Adro, il comune dove nella scuola erano stati collocati circa 700 simboli del sole delle Alpi.

Queste invece sono altre notizie da Milano:

A Milano hanno passato la notte all’addiaccio i sette extracomunitari (poi ridotti a cinque) che ieri sera sono saliti per protesta sulla ex torretta “Carlo Erba” del Maciachini center, in via Imbonati, al termine di un presidio organizzato per chiedere una sanatoria per gli stranieri. Una protesta del tutto simile a quella in corso a Brescia.

Gli immigrati sono saliti dopo un presidio di una cinquantina di persone organizzato dal Comitato immigrati in Italia in segno di solidarietà alla protesta in corso a Brescia.
“Ci siamo stufati di essere trattati come bestie, sfruttati nei luoghi di lavoro per salari più bassi di quelli dei nostri colleghi, addetti ai lavori più duri e dequalificati anche se abbiamo lauree e professionalità alte, guardati sempre male se camminiamo per la strada o chiacchieriamo nelle piazze come se fossimo tutti delinquenti”. Così, in una lettera aperta, si sono espressi gli immigrati saliti sulla torretta a Milano. “Siamo spremuti quando serve fare cassa da uno Stato che in cambio non ci dà nulla, nemmeno la dignità di essere riconosciuti come persone e non come stranieri – si legge nella lettera – Per questo ora diciamo basta, chiediamo il rispetto che si deve a persone che lavorano, pagano le tasse, contribuiscono alla ricchezza del paese e al benessere di questa Italia.  Chiediamo che venga concesso il permesso di soggiorno a tutti coloro che hanno partecipato alla sanatoria, che in quanto tale deve sanare tutte le irregolarità precedenti, compresa la posizione di chi ha il reato di clandestinità.

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