Cedete lo passo voi…

lunedì, 29 Novembre, 2010

Mario Monicelli e quel suicidio di suo padre, Tomaso, giornalista e socialista. Un suicidio del 1946 che ogni tanto raccontava. “Ho capito il suo gesto – diceva con franchezza Mario Monicelli -. Era stato tagliato fuori ingiustamente dal suo lavoro, anche a guerra finita, e sentiva di non avere più niente da fare qua. La vita non è sempre degna di essere vissuta; se smette di essere vera e dignitosa non ne vale la pena. Il cadavere di mio padre lo ho trovato io. Verso le sei del mattino ho sentito un colpo di rivoltella, mi sono alzato e ho forzato la porta del bagno. Tra l’altro un bagno molto modesto”.

Non ne vale la pena…Franco e chiaro, come quando diceva del berlusconismo e degli italiani: “Gli italiani sono sempre stati un po’ fascisti…”.

Fascisti come quel suo generale indimenticabile delle “Rose del deserto”, il suo ultimo film. Un generale guerrafondaio interpretato da Tatti Sanguineti, arrivava sul sidecar, urlava: “Bravi, avete fatto un cimitero? Ora bisogna riempirlo di nostri soldati…”.

Mi ha raccontato Tatti: “Mario ha girato il film che era ormai novantenne. In  Libia era il primo ad alzarsi, al mattino. E l’ultimo ad andare a letto, la sera…”.

A Monti dove era tornato dopo aver girato il film aveva ritrovato questo rione d’adozione, dove aveva vissuto a lungo in via degli Zingari. E lì aveva realizzato da poco il suo primo cortometraggio, “Monti” appunto.

Lascia nel rione i suoi conoscenti come Giuseppe Bertolucci  in piazza degli zingari, Patrice Chérif, Luis Bacalov, Mariolina Sattanino (quando è a Roma, in via del Garofano), Luciano De Crescenzo, Claudio Fava, Valentino Parlato  in via del Boschetto, Raoul Bova, Gigliola Cinquetti  in via degli Annibaldi, Patty Pravo, Umberto Orsini, Andrea Purgatori…

Era uno degli ultimi ultimi di quel gran cinema degli anni ’60. “Cedete lo passo voi…”, indimenticabile l’incontro tra Gassman e Volontè nel “Brancaleone”…

Bastian contrario era anche un vero viareggino, con quel suo accento che non aveva mai perso.

Un cancro alla prostata, a 95 anni. Mario Monicelli era un coraggioso, così ha preso e si è buttato giù. Ciao, Mario.

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