I tecnici dei beni culturali scrivono a Napolitano: calpestati in nome del managerialismo

lunedì, 8 Novembre, 2010

Al presidente della repubblica italiana  Giorgio Napolitano

Signor Presidente,

i ripetuti attacchi alla professionalità dei tecnici del MIBAC da parte del Ministro Bondi, in seguito alla vergognosa vicenda di Pompei, ci inducono a rivolgere ancora una volta a Lei un appello sull’incredibile situazione dei beni culturali in Italia, che tanto scalpore sta suscitando in tutto il mondo.

In nome di un managerialismo di facciata, condito da commissari che tanti episodi giudiziari stanno provocando, sono state calpestate e si vogliono calpestare competenze di altissimo livello, anche internazionale, imbrigliate prima dall’omologazione con i Lavori Pubblici, quando c’era precedentemente una legislazione specifica, poi dai tagli mortificanti di finanziamenti e mezzi, che hanno reso il settore asfittico.

Si è giunti addirittura a vietare i sopralluoghi ispettivi con la propria auto ai funzionari, che già “godono” per la maggior parte di risibili stipendi, a fronte delle retribuzioni da super manager che pervadono il Ministero e a tal proposito desideriamo ringraziarLa pubblicamente per il Suo autorevole intervento nell’incresciosa situazione.

Ebbene, riteniamo che la misura sia colma, considerata l’inadeguatezza nella gestione del più grande patrimonio del mondo. L’Italia e la sua cultura sono una priorità che merita una riflessione globale sui beni culturali, da non considerarsi né merce né emergenza ma il volano economico, oltre che ricchezza per l’umanità.

Confidando nel Suo autorevole intervento, La preghiamo di accogliere i sensi della nostra più alta considerazione.

Roma, 8.11.2010

Il presidente dell’Associazione dei Tecnici per la tutela dei bewni culturali e ambientali

Dr. Irene Berlingò

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