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Arsenico nell’acqua: 20 comuni contaminati, il governo rinvia la notifica

Venerdì il consiglio dei ministri ha stilato l’elenco dei 20 comuni laziali in cui l’acqua ha una presenza di arsenico superiore ai limiti. La lista però sarà annunciata lunedì. Come se nel weekend non ci fosse più il problema di bere o non bere quell’acqua contaminata. La lista c’è e sembra comunque un segreto di Pulcinella.

Infatti le analisi che da un mese circolano hanno già evidenziato parecchi comuni in cui si supera il limite dei 10 mg/l con tetti di 20.

Sono i comuni di Albano Laziale, Ariccia, Castel Gandolfo, Ciampino, Genzano di Roma, Lanuvio, Lariano, Velletri, Tolfa, Trevignano Romano e Castel Nuovo di Porto. In questi comuni l’acqua distribuita tramite gli acquedotti cittadini ha concentrazioni di arsenico contenute entro i 20 microgrammi per litro, e per alcune zone entro i 10 microgrammi per litro.

Sotto osservazione poi anche i comuni di Ardea,  Genzano di Roma , Tolfa,  Bracciano,  Sacrofano, Formello, Civitavecchia , Santa Marinella,  Anzio, Nettuno, Campagnano di Roma, Magliano Romano, Mazzano Romano.

E Roma? Per Romsa l’Acea ha dichiarato che “nell’acqua che viene dall’acquedotto del Peschiera non c’è assolutamente alcun contenuto di arsenico”.

La questione arsenico (ma anche fluoro)  è stata recentemente messa sotto ossrrtvazionbe dal Cnr. L’Istituto di ricerca sulle acque (Irsa) del Consiglio nazionale delle ricerche ha svolto un’indagine sulla qualità delle risorse idriche sotterranee di un’ampia area del Lazio, compresa tra la città di Roma, il confine con la Toscana a nord, il corso del fiume Tevere ad est, ed il Mar Tirreno. Lo studio ha rilevato la presenza di arsenico e fluoro.

“La concentrazione limite di arsenico tollerata nelle acque per l’uso umano è stata ridotta da 50 a 10 ug/l da un decreto legislativo, n. 31 del 2001, in applicazione di una Direttiva europea”, affermano i ricercatori dell’Irsa-Cnr. Ma i valori rilevati nel corso della ricerca per le acque sotterranee dell’area si attestano in media attorno ai 15 ug/l con massimo di circa 130 ug/l; il 50% dei valori è risultato superiore al limite di 10 ug/l, anche se solo il 3% supera i 50 ug/ . Per quanto riguarda i fluoruri, il valore limite per l’uso umano, pari a 1,5 mg/l, è superato nel 28% dei campioni, mentre la concentrazione media è di 1,2 mg/l, ma con massimi fino a 6 mg/l.

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