Barbara B. amareggiata dalle note vicende. E la Hunziker che ha definito vampiri gli anziani che vanno a ragazzine?

martedì, 21 Dicembre, 2010

Barbara Berlusconi torna a farsi intervistare da Vanity Fair. La ragazzona del ramo cadetto (via Veronica Lario) vorrebbe dire qualcosa di più. Ma non ce la fa. Ci prova un po’, poi desiste. Pazienza. Però ce la fa a dire: “Vicende che mi hanno amareggiato…”. Accontentiamoci.

Del resto anche un anno fa era preoccupata fondamentalmente di non essere fatta fuori dai fratellastri. Perciò si mostra alla fin fine abbastanza indulgente col papà, criticabile ma non troppo. Perciò in conclusione quella che ci rimette è la Carfagna “occhi sbarrati da civetta”, come la definisce la Mussolini (definita a sua volta vajassa). Dai Telegatti al ministero. “Che trovasse il pudore di tacere!”.

Ora lasciamo perdere questo statista di padre che ha fatto tanto del bene (a chi? Forse a se stesso e al patrimonio a cui attinge anche lei?). E concediamole pure il Renzi a pranzo ad Arcore, che le serve a riequilibrare il parterre.

Però, rivista femminile per rivista femminile, l’intervistatore avrebbe potuto citarle almeno Michele Hunziker che altrove (su A) ha detto più o meno: “Uomini anziani con le ragazzine mi fanno l’effetto dei vampiri”. Frase riportata in copertina su A che costa solo 1 euro. Allora Barbara, che ne dice di papà vampiro? Fa tanto del bene?

(quanto alle foto del servizio, cara Barbara, almeno quella con l’affettatrice e il prosciutto cotto tipo Rovagnati ce la potevamo risparmiare, o no?)

Qui di seguito l’intervista dell’ultimo Vanity Fair:

Barbara Berlusconi, un’intervista che farà discutere

Vanity Fair di Giovanni Audiffredi · 21 dicembre 2010

«Non sarà venuto per farmi litigare con mio padre?». Inizia così l’intervista a Barbara Berlusconi di Vanity Fair, che le dedica la copertina in edicola dal 22 dicembre.

Veramente, vorremmo solo darle l’opportunità di dire la sua in un momento complicato per l’Italia.
«Accetto volentieri, ma voglio fare una premessa: anche se a volte mi è capitato di non essere in sintonia con il pensiero e le azioni politiche di Silvio Berlusconi, non per questo sono una cattiva figlia, e non per questo amo meno mio padre. Ho per lui, e per i suoi molteplici successi, grande ammirazione, ma mi riservo di avere un approccio intellettualmente critico alla vita. Diversamente, sarei una persona da poco, e non avrei saputo sfruttare al meglio le tante opportunità che mio padre e la mia famiglia mi hanno dato. Poter distinguere la politica dalla vita privata è un privilegio che ho come figlia e che Berlusconi ha come padre, ma non come politico. Di questo resto convinta».

So che di recente ad Arcore ha partecipato a un pranzo con suo padre e il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, del Pd. Che impressione le ha fatto?
«Mi è sembrata una persona che vuole davvero cambiare le cose. Da lui mi sentirei rappresentata. Credo che ad avvicinarci non siano le idee politiche ma la stessa cultura generazionale».
Berlusconi è stato paragonato a una popstar. Lei che ne pensa?

«Mi sembra un paragone appropriato, perché lui riesce ad arrivare alla pancia e al cuore delle persone che parlano la sua lingua. Estrae il sentimento come una popstar, ha una spontaneità impressionante: sa sentire con l’altro. Ed è un conquistatore: anche i suoi detrattori alla fine ne sono un po’ ammaliati».

Per il premier è stato l’anno degli scandali a luci rosse.
«Sono vicende che mi hanno amareggiato. E faccio fatica a rispondere serenamente. Vorrei che una lettrice provasse a mettersi nei miei panni. È ovvio che non sono d’accordo con un certo tipo di condotta, ma devo anche credere alle verità di mio padre».

Sua madre, Veronica Lario, quest’estate leggeva in vacanza a Formentera Sii bella e stai zitta, di Michela Marzano. Un saggio sulla condizione femminile nell’Italia di Berlusconi, un’analisi amara che parla di regressione delle donne. Che ne pensa?
«Che è un’analisi vera. Una donna non può che essere infastidita dalle immagini della realtà circostante, che sottolinea come il ruolo femminile sia costantemente relegato a quello di belle oche».

Che cosa le piace in una donna?
«Amo le donne profonde, sincere e coerenti. Apprezzo le combattenti, non importa se si chiamano Lady Gaga o Michelle Obama».

Il ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna, parla di maschilismo politico nei suoi confronti, riflesso di un Paese che tratta male le donne.
«La cosa più grave è che Mara Carfagna trovi il coraggio di lagnarsi. A volte bisogna avere il pudore di tacere. Se si sente discriminata lei, che dai Telegatti è diventata ministro, la cosa assume dimensioni ancora più grottesche».
Ma è Silvio Berlusconi che ha portato le showgirl in Parlamento.
«Non dimentichiamoci neanche che sono gli italiani che le hanno votate. Certo, non voglio eludere così il problema, credo che siano state fatte valutazioni superficiali. Vedere certe signorine girare in auto blu non fa bene all’immagine del Paese».

Come finirà, per Berlusconi, questa stagione politica?
«Non ho la sfera di cristallo. Penso solo che quelle che mio padre chiama pubblicamente “debolezze” abbiano inciso sulla sua vita privata, ma anche sulla vita politica. Il mio dispiacere a volte diventa più forte perché non credo che Silvio Berlusconi premier meriti certi trattamenti. Ha fatto molto e bene per il Paese, si è speso con passione, con orgoglio, e ha conquistato importanti obiettivi. Ma molto si sarebbe potuto evitare se non avesse trascurato l’idea che tutti siamo vulnerabili. E che certi comportamenti possono rendere le cose inutilmente più fragili. Sarebbe ingiusto se della sua straordinaria vita politica si ricordasse solo questa stagione».

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