Bombe, un mese fa rivendicate dai greci di Cospirazione delle cellule di fuoco

giovedì, 23 Dicembre, 2010

Bombe alle ambasciate? L’ultima ondata, un mese fa, è stata rivendicata dall’organizzazione greca “Cospirazione delle cellule del fuoco”. L’ondata di bombe in novembre si era abbattuta su paesi come Germania e Grecia. In novembre poi, In Italia, altri pacchi bomba erano stati recapitati a Cc e alla Questura di Viterno. Poi ancora prima, in  agosto, a Londra altri pacchi bomba contro lM16 e Cameron, e prima ancora in aprile, altri pacchi bomba a Milano e in transito a Fiumicino.

Ecco il quadro della situazione:

2 novembre 2010.

Berlino – La polizia tedesca ha sequestrato un pacco sospetto nella sede della cancelleria di Angela Merkel, a Berlino. Lo hanno riferito fonti della sicurezza. Un portavoce del governo ha spiegato che non ci sono stati feriti e che è in corso un’indagine per verificare se il pacco contenga esplosivo. L’allarme arriva all’indomani della scoperta ad Atene di un pacco bomba indirizzato al presidente francese, Nicolas Sarkozy.

Ordigni in Grecia Cinque bombe sono state recapitate alle ambasciate di Svizzera, Russia, germania, Cile e Bulgaria. Una esplosione è avvenuta presso l’ambasciata russa ad Atene. Lo riportano i media locali. Stamattina un pacco bomba era esploso presso l’ambasciata svizzera nella capitale greca, senza fare vittime né feriti, mentre un pacco sospetto è stato fatto brillare dalla polizia all’esterno del Parlamento greco. Secondo quanto ha precisato una fonte di polizia, gli artificieri hanno fatto brillare un pacco bomba indirizzato all’ambasciata russa ad Atene. Si è trattato quindi di una esplosione “controllata” e non ci sono feriti. Due ordigni di questo tipo erano state indirizzate all’ambasciata svizzera e a quella bulgara.

Un pacco sospetto in aeroporto Ancora allarme terrorismo in Grecia. La polizia è accorsa nel pomeriggio per verificare un pacco sospetto all’aeroporto militare di Elefsina (antica Eleusi), mentre falsi allarmi si sono verificati all’ufficio politico dell’ex premier Simitis e all’ambasciata di Panama.

Successivamente, il 23 ottobre, la rivendicazione:

Atene, 23 nov.(Apcom) – Un gruppo estremista greco ha rivendicato l’invio, ad inizio novembre, di pacchi bomba recapitati all’estero ad alcuni leader stranieri e ad un certo numero di ambasciate in Grecia. Lo si apprende oggi da fonti di polizia.

Con una lettera pubblicata sul sito Indymedia, due presunti membri del gruppo, arrestati ad Atene e in custodia cautelare, hanno rivendicato “l’invio dei pacchi bomba, indirizzati al presidente francese Nicolas Sarkozy, alla sede del Tribunale internazionale dell’Aia e alle ambasciate del Belgio e del Messico ad Atene”.

In totale, tredici presunti membri del gruppo, denominato “Cospirazione delle cellule del fuoco”, sono nel mirino della giustizia greca, accusati di appartenenza a questo gruppo, considerato “terrorista” dalla autorità greche.

Ad inizio novembre, per 48 ore, la Grecia si era vista costretta a bloccare l’invio di tutti la posta all’estero, in seguito al rinvenimento di numerosi pacchi bomba su aerei cargo diretti in Europa e negli Stati Uniti: in tutto quattordici pacchi bomba vennero spediti quasi simultaneamente dalla Grecia, con destinazione le ambasciate europee ad Atene e alcuni leader internazionali, tra cui il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

5 novembre 2010

Intercettati due pacchi bomba che sono stati recapitati ieri in tarda mattinata alla stazione dei Carabinieri di viale Libia a Roma e alla Questura di Viterbo. Identico il mittente, una ditta della Capitale, identiche le caratteristiche tecniche dei due plichi che nascondevano il materiale esplosivo in una videocassetta.

Agosto 2010

Sotto interrogatorio sono finiti due uomini di origine pachistana, 51 e 21 anni, arrestati nel Galles del Nord con l’accusa di essere i mittenti dei due pacchi bomba recapitati presso il 10 di Downing Street e il quartier generale dei servizi segreti inglesi, MI6. Se quest’ultimo è giunto a destinazione, il pacco bomba destinato a Downing Street è stato invece intercettato in un centro di smistamento postale. La Polizia ha reso noto che nessuno dei due ordigni ha provocato danni.

Sconcerto tra le forze politiche. Il deputato Tory Patrick Mercer ha dichiarato di essere sotto shock rispetto al fatto che uno degli ordigni abbia raggiunto la sede dei servizi e che, per questo motivo, scriverà al Ministro per gli affari esteri, William Hague, per chiedere spiegazioni sull’accaduto.

Fonti riportano che l’MI6 ha allertato del pacco sospetto la polizia metropolitana già nella tarda mattinata di mercoledì scorso. Il secondo pacco bomba sarebbe quindi stato bloccato nella notte di giovedì dallo staff dell’ufficio di smistamento postale a Lambeth, a Sud di Londra.

Un portavoce della Polizia ha fatto sapere che “Il servizio di polizia metropolitana sta indagando”.

L’ultimo attacco al quartier generale del MI6 risale al 2000 quando alcuni dissidenti irlandesi provocarono lievi danni alla struttura. Risale invece al 1982 l’ultimo attacco a Downing Street quando una lettera esplosiva fu fatta recapitare da un gruppo di militanti animalisti che ferirono leggermente un funzionario dello staff di Margaret Thatcher.

Aprile 2010

Con un plico bomba indirizzato ai carabinieri, confezionato con polvere da sparo e chiodi proprio per arrecare il maggior danno. Il pacco bomba, spedito alla caserma dell’Arma «Gianicolense» di via Cosmo De Torres a Monteverde Vecchio, è stato intercettato presso il Centro meccanografico di Fiumicino. Sono intervenuti i carabinieri della compagnia dell’aeroporto comandata dal capitano Nino Pappalardo. La busta imbottita, commerciale gialla, con etichetta adesiva per l’indirizzo della caserma dei carabinieri scritto stampatello con il computer, aveva per mittente una fantomatica «Associazione Fiamme Gialle».

I militari hanno chiesto l’intervento della squadra artificieri del Gruppo di Ostia. Gli esperti dell’antisabotaggio hanno provveduto al disinnesco dell’ordigno. Dentro la busta gialla, una borsetta con un congegno esplosivo a strappo che avrebbe fatto saltare la miscela lanciando i chiodi come schegge. La matrice del mancato attentato è riconducibile alla galassia anarchica che già in passato ha firmato attentati con questo tipo di ordigni contro i carabinieri. Negli ultimi tempi si è infatti registrata una nuova ondata di pacchi bomba spediti a caserme e istituzioni. Un’escalation annunciata dai rapporti dei nostri servizi segreti che hanno segnalato la ripresa della campagna dinamitarda dei gruppi anarco-insurrezionalisti.

A fine marzo, a Milano, una busta esplosiva con destinataria la Lega Nord ha ferito un addetto delle Poste. La trappola rudimentale era stata realizzata dentro una busta imbottita gialla che conteneva un portafogli con una molletta da bucato e un circuito elettrico, oltre a un certo quantitativo di polvere pirica. Aveva un innesco a strappo e quando l’operaio inconsapevolmente lo ha maneggiato per «gettarlo nel carrello della corrispondenza», è esplosa. In questo caso all’interno c’era anche un foglio con la rivendicazione. La firma del pacco bomba, infatti, è stata quel «Sorelle in armi – Nucleo Mauricio Morales» che ha rivendicato il duplice attentato all’università Bocconi (un tubo esplosivo scoppiato solo in parte di notte) e al Cie di Gradisca d’Isonzo. Anche in quest’ultimo caso rinvenuta una busta, il 15 e 16 dicembre scorsi.

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