Brescia, un appello-denuncia di strascichi repressivi dopo la gru

sabato, 25 Dicembre, 2010

Un appello da Brescia. Lo promuove la Radio Onda d’urto. Riguarda gli strascichi repressivi dopo la mobilitazione degli immigrati della gru. Tra Cie per gli immigrati e avvisi orali a cambiare condotta per gli italiani che si eramo nobilitati a fianco dei migranti.

“Negli ultimi giorni a Brescia si sono verificati alcuni episodi che pongono interrogativi sulle modalità con le quali si sta gestendo la situazione conseguente alla protesta degli immigrati che per 17 giorni sono rimasti sulla gru di Via S. Faustino.
Domenica mattina, all’interno di una cella di sicurezza del Comando dei carabinieri, in circostanze ancora da chiarire, e’ morto  Saydou Gadiaga, cittadino senegalese di 36 anni.
Negli ultimi tre giorni, poi, due dei ragazzi che avevano preso parte al presidio sotto la gru, diventando rappresentanti delle proprie comunità, sono stati fermati sotto casa e portati nel C.I.E. (centro identificazione ed espulsione) di Modena.
Il primo, Noureddine El Hammoumi, un ragazzo marocchino da anni presente in città dove lavorava e studiava e dove era conosciuto anche per il suo impegno all’interno delle associazioni di volontariato, aveva presentato domanda di regolarizzazione e stava per presentare, insieme a molti altri nella sua stessa situazione, ricorso al Presidente della Repubblica contro l’esclusione dalla sanatoria di chi ha subito condanne per non avere ottemperato all’ordine di espulsione.
Il secondo, Angrej Singh, è un giovane indiano che si era iscritto nel 2008 all’Universita’ di Brescia presentando un permesso di soggiorno per motivi di studio ma che non ha potuto rinnovare il permesso per disguidi burocratici nell’invio di documentazione dal paese di origine; quindi ha richiesto la conversione del permesso di studio in motivi di lavoro ma gli e’ stata respinta; nel 2009 ha  pertanto  presentato domanda di regolarizzazione con la cosiddetta sanatoria colf e badanti.
Entrambi sono stati prelevati vicino a casa e portati nel C.I.E. di Modena e rischiano adesso l’immediata espulsione, come successo ad altri immigrati protagonisti delle mobilitazioni di questi ultimi mesi, senza che sia loro garantita la possibilità di esercitare pienamente il diritto di difesa e di ricorso all’autorità giudiziaria per la tutela dei loro diritti.
Contemporaneamente, alcuni dei cittadini italiani che nel corso delle mobilitazioni sotto la gru hanno manifestato la loro solidarietà con gli immigrati in lotta si sono visti recapitare dalla Questura di Brescia “Avvisi orali” con i quali sono “invitati” a cambiare condotta, pena l’adozione nei loro confronti delle misure di prevenzione previste dalla legge 1423 del 1956 che consente di applicare misure limitative della libertà personale a persone che vengono considerate “pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità”. Una legge d’altri tempi, indirizzata a colpire “oziosi, vagabondi, delinquenti abituali e soggetti in contrasto con la morale pubblica o il buon costume” che viene riesumata allo scopo di reprimere gli oppositori politici al potere costituito con modalità che, anche sotto questo profilo, evocano il lugubre ricordo di “altri tempi”.

Rivolgiamo, pertanto, un appello affinchè siano garantiti a Noureddine e ad Angrej, come a tutti i cittadini immigrati che stanno cercando di regolarizzare la loro posizione per poter vivere e lavorare in Italia alla luce del sole, il pieno esercizio dei diritti di difesa e di assistenza legale che sono sanciti dalla normativa europea e dalla nostra Costituzione evitando di porre in essere, come si è visto nelle scorse settimane, procedure sommarie di espulsione che quei diritti negano e calpestano.
Brescia, 17-12-2010


AGGIORNAMENTO 20-12-2010
Noureddine e Angrej sono stati rilasciati rispettivamente il 17 e 18 dicembre in quanto il Giudice di pace di Modena ha riscontrato irregolarita’ nella procedura di trattenimento nel CIE

Prime adesioni:

Paolo Corsini, deputato bresciano del PD

Pierangelo Ferrari, deputato bresciano del PD

Rita Bernardini, deputata radicali italiani

Giuliana Carlino, senatrice dell’IDV

Paolo Ferrero, segretario PRC

Giorgio Cremaschi, presidente comitato centrale FIOM-CGIL

Filippo Miraglia, presidente nazionale ARCI

Mattia Palazzi, presidente ARCI Lombardia

Paolo Mancino, presidente ARCI Brescia

Dario Fo, Premio Nobel Letteratura

Franca Rame, attrice e drammaturga teatrale

Sabina Guzzanti, regista e attrice

Franco Piavoli, regista

Erri De Luca, scrittore

Daria Colombo, scrittrice

Stefano Tassinari, scrittore

Altre adesioni:

Pino Cacucci- scrittore

Guido Barbujani –  docente di genetica

Gianni Turchetta – docente universitario

Franco Pezzini –  saggista e redattore

Niva Lorenzini  – docente universitario

Massimo Vaggi –  avvocato e scrittore

Angelo Ferracuti –  scrittore

Giuseppe Ciarallo –  scrittore

Bruno Arpaia –  scrittore

Girolamo De Michele –  insegnante e scrittore

Federico Benedetti – scrittore e musicista

Ellade Bandini – batterista

Angelo Pelini – musicista

Alfonso Santimone – musicista

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