Facebook, per tre ore oscurato il sito del Popolo Viola con la manif contro B

lunedì, 13 Dicembre, 2010

Oscurato il sito principale del Popolo Viola su Facebook, quello con 350 mila aderenti. Dalle 13 alle 16,10 oscurato il sito. La riattivazione dopo una telefonata di un giornalista all’ufficio stampa di Facebook. A quel il social netwok, da Dublino, ha provveduto a riattivare il sito che convoca la manifestazione di domani 14 dicembre a piazza San Marco a Roma, per organizzare catene umane intorno alla zona rossa di Montecitorio al momento della discussione sulla fiducia a Berlusconi.

L’annuncio della censura da Gianfranco Mascia portavoce del Popolo Viola. Già in precedenza il Popolo Vioa aveva denunciato manovre di censura nella rete, a partiture da You Tube e dagli spezzoni scomparsi del film di Claudio Lazzaro. Ma anche un file di Wikileaks esplicita le attenzioni di Berlusconi alla rete su cui è cresciuto il primo appuntamento, un anno fa, per chiedere le sue dimissioni.

“Il nostro sito del Popolo Viola su Facebook, con oltre 350 mila aderenti, è scomparso poco dopo le 13. Conteneva la convocazione per le catene umane di domani 14 dicembre intorno a tutta la cosiddetta zona rossa del Parlamento a Roma. Vogliono tapparci la bocca. Ma noi non desistiamo. E presenteremo quanto prima un esposto alla Procura della Repubblica”. Gianfranco Mascia, portavoce del Popolo Viola, è indignato per questo che considera un “atto di censura” senza precedenti. E proprio la censura era stata nei giorni scorsi, dentro la Convention nazionale del Popolo viola tenutasi a Roma, lo spauracchio agitato in più interventi. Censura sul web, la rete su cui è cresciuto e si è sviluppato il Popolo Viola a partire dal No B-day del 5 dicembre di un anno fa.

“Scomparsa la pagina Facebook che era il nostro strumento più importante di connessione – spiega Mascia -. E questo alla vigilia dell’appuntamento che figurava come primo post del sito, cioè la convocazione per il 14 dicembre a Roma di un presidio a Piazza San Marco a Roma,m da dove intendiamo muoverci con catene umane tutt’intorno ai luoghi istituzionali in cui si discute la fiducia a questo governo”. Mascia aggiungf: “Non solo è scomparsa la pagina, ma sono stati ritirati gli account ai suoi amministratori, impedendoci di postare qualsiasi cosa nella pagina che aveva più di 350.000 fans.  E’ un atto irresponsabile e di una gravità assoluta. Contro la libertà di informazione e di organizzazione di un movimento che utilizza principalmente il social network per le sue relazioni. Non è un caso che questo sia capitato proprio quando il Popolo Viola stava lavorando per la grande mobilitazione di domani. Le preghiere di Berlusconi – intercettate e pubblicate da Wikileaks nei giorni scorsi – sul controllo della Rete hanno sortito il loro effetto.
Ma non finisce qui. Il popolo della rete non permetterà questo atto censorio e si ribellerà con tutte le sue forze proponendo iniziative anche contro Facebook per ottenere il ripristino degli spazi di informazione libera su web del Popolo Viola, chiediamo a tutti quanti il massimo sostegno e la massima solidarietà, firmando questo appello: http://www.facebook.com/l/e042aJ_GLn-9Z3ScELufJJjS1Ag;www.ilpopoloviola.it”.

Le accuse di censura era già circolate nei giorni scorsi e avevano trovato eco nella Convention viola. Claudio Lazzaro, regista del film “Bandiera viola”, aveva infatti riferito le sue vicissitudini su You Tube. “Per ben quattro volte – aveva ricordato Lazzaro – quattro brevi spezzoni del film sono stati cancellati. E non è servito a nulla neanche cambiare account. I filmati, sul No B day del 5 dicembre 2009,  erano nell’ordine l’inizio del film, l’intervento di Salvatore Borsellino, le manifestazioni in Europa, la contromanifestazione del Pdl”. In precedenza la sessione del Popolo viola si era aperta proprio con la citazione di un file di Wikileaks su Berlusconi alla vigilia del 5 dicembre. “Aveva scoperto la rete e stava già pensando a come intervenire”, conclude Mascia.

Che cosa sarà successo oggi? Molto probabilmente il soicial network avrà ricevuto un certo numeero di proteste, si presume a questo punto organizzate, proteste che in genere hanno il potere di innescare iniziative dell’amministratore. Se è così, qualcuno sta giocando in modo piuttosto sporco e prima o poi verrà a galla di che si tratta.

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