Fratelli di bordello

martedì, 7 Dicembre, 2010

Mi hanno raccontato questa storia. Anzi due. La prima riguarda un importante giornalista della tv. La storia si svolge in area Cassia, a Roma. Le forze dell’ordine irrompono, tempo fa, in un ricco appartamento che in realtà è un bordello. Il resto lo capite anche voi, quel personaggio così scottato si è convinto poi a mostrarsi un tipo molto malleabile ed allineato. Sarà una storia vera? Possibile che essere acciuffati a puttane possa condizionare poi in modo irreparabile?

Ammettiamo che sia vera. A quel giornalista direi che non si preoccupi troppo, pare che sia in buona compagnia. Di chi? Non solo di chi pensate subito voi.

No, anche di un grassoccio rappresentante delle ultimissime Brigate Rosse che quando fu arrestato dalla Digos a Roma stava uscendo da un portoncino di via Urbana, alla Suburra (nella foto sopra, la via). Almeno, questa è  un’altra storia che mi hanno riferito.

Quel signore dunque delle nuove Br era appena andato a ricreazione, si dice così no? nell’era in cui viviamo, insomma aveva appena lasciato al piano di sopra una esile prostituta cinese con cui si era accompagnato, e accomiatandosi chissà quanto le aveva dato…Di certo meno del milionario, e anche meno di altri valvassori compreso il gazzettiere tv. Però, in questo mondo in cui i suoi predecessori parlavano di Sim e non alludevano affatto alla scheda telefonica per cellulare ma nientemeno che allo Stato Imperialista delle Multinazionali da combattere, il nuovo brigatista aveva pagato come un cliente qualunque. La cinese poi? Un estremo omaggio ideologico? Chissà…

Ecco, televisionisti di regime, miliardari con villa, ma anche terroristi di terza generazione sullo sfigato…Carta di credito o Bancomat?

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