Ignazio La Rissa. Ha stufato. Di Pietro: “E’ l’essenza del fascismo che non ascolta…”

giovedì, 16 Dicembre, 2010

Urla. Dà sulla voce. Offende. In tv chiamava Conchita De Gregorio, direttore dell’Unità,  Conchitina. Con evidente disprezzo. Come ministro della difesa è stato accusato di farsi un servizio d’informazione ad hoc, tutto suo. Ha detto bugie in Parlamento dando per sotto controllo Herat in Afghanistan quando non lo era per niente. Poi ha proposto di bombardafre l’Afghanistan. E’ la caricatura del fascista esagitato milanese dei tempi della maggioranza silenziosa, con Servello e simili. Non per altro Marco Bellocchio lo ha messo in uno spezzone dal vivo all’inizio del suo film del 1972 “Sbatti il mostro in prima pagina”.

Il suo forte è urlare in tv, grazie a chi continua ad invitarlo sperando che faccia audience. Cosi il  4 novembre 2009, invitato a una puntata de La vita in diretta a parlare della Festa dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate, intervenne sulla sentenza della Corte Europea sul crocifisso, ribadendo il suo dissenso ed esclamando “E comunque non lo leveremo il crocifisso, possono morire. Il crocifisso resterà in tutte le aule della scuola, in tutte le aule pubbliche. Possono morire, possono morire, loro e quei finti organismi internazionali che non contano nulla”

Il 10 marzo 2010, durante una conferenza stampa del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dapprima invitò un attivista politico, Rocco Carlomagno, a smetterla di interrompere il premier e le domande degli altri giornalisti e ad attendere il suo turno. Poi [ psassato all-attacco, prendendolo per il bavero e strattonandolo. Rocco Carlomagno annunciò una querela nei confronti del ministro, definendolo «picchiatore fascista».

Il 15 aprile 2010, ospite del programma di Michele Santoro, Annozero, dopo aver contestato molte affermazioni di Gino Strada, fondatore della ONG Emergency, che denunciava l’abuso di potere dei soldati in missione di pace, dichiarò: “Il pacifismo unilaterale ha solo portato alla sopraffazione di chi credeva al pacifismo nei confronti di chi invece continuava ad usare le armi… questo è quello che è successo”.

E stasera ha attaccato frontalmente uno studente universitario, che spiegava la fragioni della lotta, con una raffica di «vigliacco, vergogna, fifone, incapace». Il ministro ha quindi protestato con Santoro per l’assenza in studio di un poliziotto per il contraddittorio. «Lei – ha ribattuto lo studente a La Russa – è figlio di una cultura politica intollerante». «Zitto, vigliacco, andate contro ragazzi che fanno il loro dovere e andate in piazza con la faccia nascosta», ha proseguito La Russa mentre Cafagna gli ribatteva «state svendendo l’università pubblica». La Russa ad un certo punto si è alzato per lasciare lo studio ma poi si è riseduto e il duello verbale è andato avanti, con Santoro che ha tenuto a puntualizzare che «spetta solo alla magistratura valutare quando c’è o meno un reato».

Dopodiché eccoci allo scontro con Di Pietro.  «Di fronte al disagio sociale manifestato in piazza dai giovani un ministro non può zittire uno studente che parla, non può aggredirlo; il fatto è che La Russa è l’essenza del fascismo fa parte di un governo sordo e cieco, fascista, chiuso nel suo bunker e non ascolta le ragioni degli altri», ha detto il leader dell’Idv. “Ecco, ora ci mancava solo il fascismo di Di Pietro”, ha gracchiato La Russa, ma Di Pietro non ci è stato: “No, non il fascismo di Di Pietro, il fascismo di La Russa! Quando io ero un poliziotto difendevo anche te quando facevi le tue manifestazioni, e tu eri il primo che manganellava in mezzo alla strada! Non accetto che sputi addosso al disagio sociale che non vuoi ascoltare. Fai parte di un governo che pensa solo a risolvere i guai giudiziari di Berlusconi. Fascista!”. “E tu sei un analfabeta”, ha ribattuto La Russa.

Essenza del fascismo? Se non altro i suoi nomi sono Ignazio Benito Maria La Russa. Maria?

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