Il cuore popolare del Prenestino con gli studenti che vanno sulla Tangenziale. Mentre muore un operaio nel cantiere infinito di Scienze Politiche

mercoledì, 22 Dicembre, 2010

Era il 1997, Marta Russo era stata colpita a morte al fondo del vialetto e la fiancata di scienze Politiche era già coperta da un maestoso ponteggio. Il ponteggio è ancora lì (nella foto sopra), nell’ala nuova di Scienze Politiche ancora in costruzione, nel posto in cui questa mattina è morto sul lavoro un operaio immigrato, un tunisino di nome Mohammed Bannour di 35 anni, lavorava in un subappalto. Tredici anni dopo, l’appalto infinito ha fatto un morto.

Gli studenti l’hanno saputo mentre percorrevano la tangenziale all’altezza di San Lorenzo, in migliaia, forse quindicimila. E hanno subito espresso pensieri di solidarietà verso l’operaio, verso l’immigrato.

Quello che era in corso era un corteo di protesta contro il ddl Gelmini che ha evitato il centro, le zone rosse, gli scontri ecc puntando a comunicare con questa parte popolare di città che sta tra Prenestina e Pigneto. Ed è stato sulla Prenestina che si sono viste scene molto belle, con anziani pensionati che lanciavano bottiglie d’acqua minerale dalle finestre dei loro appartamenti agli studenti che transitavano sotto. Molta gente alle finestre, acqua in soccorso, solidarietà con questi giovani che  non hanno futuro.

Con loro poi sono scesi in lo piazza anche immigrati di Rosarno, che  da quasi un anno hanno trovato appoggio nel centro sociale vicino dell’Ex Snia Viscosa. E proprio questi “fratelli neri” hanno aggiunto a quelli degli studenti anche un proprio obiettivo: il 7 e 8 gennaio ricordare a Roma che un anno fa è scoppiato il caso Rosarno.

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