Segreto di stato, sulle stragi. E su quello che gli pare, diffamazioni comprese…

mercoledì, 1 Dicembre, 2010

Segreto di stato. E’ stato posto purtroppo troppe volte e in condizioni anche surreali. La più surreale, di recente, è stata l’apposizione di segreto da parte del presidente del consiglio Berlusconi in una causa di diffamazione intentata dall’imam di Fermo contro il giornalista Magdi Allam. Da dove sono state prese queste accuse nei confronti dell’imam, la richiesta dei giudici? Da un documento dell’Aisi, il servizio segreto che una volta si chiamava Sisde. Ed ecco scattare il segreto di stato su disposizione di Berlusconi. Attualmente la questione giace impugnata dalla Procura di Milano presso la Corte d’appello che deve decidere.

Altri esempi recenti: viene perquisita la sede Sismi di via Nazionale, gli uffici di Pio Pompa al servizio del capo Sismi Nicolò Pollari. Vengono trovate le schedature di molte personalità. Ci sono perfino ricevute di pagamento per giornalisti, come Renato Farina (di Libero), detto Betulla. Ed ecco scattare l’accusa di peculato. Solo che Berlusconi appone il segreto di stato.

Idem per Telecom, riguardo Mancini accusato di associazione per delinquere. Mancini dice: non posso rispondere, c’è il segreto di stato. Berlusconi conferma.

Segreto di stato su tutte le dimore del Presidente del consiglio. Così cosa succede quando il pm di Olbia vuole indagare sui reati di abusivismo compiuti nella villa della Costa Smeralda? Non può occuparsene. Poi Berlusconi vara il condono. E a quel punto, segreto di stato o non, il pm finalmente può entrare. Ma il reato nel frattempo è scomparso…

C’è chi dice: il segreto di stato non è mai stato apposto nelle inchieste di strage. Non è vero. Questa mattina il senatore Felice Casson, ex pm, ha ricordato che durante l’inchiesta sulla strage di Peteano fu fermato due volte dal segreto di stato. Una volta relativamente alla presenza di un uomo della Cia sul luogo della strage…

Segreto di stato, due volte, applicato nell’inchiesta sulla strage del treno Italicus. Una funzionaria dei servizi segreti era stata sentita telefonare a qualcuno raccomandandosi di non prendere quel treno (che poi sarebbe stato devastato da una bomba). L’altro segreto di stato è scattato per Augusto Cauchi, fascista, collaboratore di giustizia.

Il pm Rosario Priore è stato bloccato due volte dal segreto di stato, mentre si occupava di traffici d’armi in cui erano coinvolti palestinesi dell’Olp.

E poi gli omissis: chi ha dimenticato i “vuoti” dell’inchiesta su Piazza Fontana, gli omissis scattati non appena si parlava di Miceli o di qualche altro arnese dei servizi segreti…

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