Al funerale di Tullia Zevi. Parlando di lei, di Vittorio Foa, di Elio Toaff…

lunedì, 24 Gennaio, 2011

Isola Tiberina, in attesa che esca il feretro di Tullia Zevi, due storie che descrivono bene il mondo in cui viviamo.

La prima la ricorda Luigi Manconi: “Un giorno di  non tanto tempo fa mi arrivò una telefonata, disperata, di Tullia Zevi. Neanche riusciva a spiegarmi di cosa avesse bisogno. Sono corso a Saxa Rubra dove si trovava, attraversando la città, con tutto il tempo che si può immaginare per fare il percorso. Sono arrivato alla Rai, Tullia era in una saletta con alcune donne che cercavano di consolarla. Era un locale della trasmissione Porta a porta. Cosa era successo? Senza neanche avvertirla di quello che l’aspettava Vespa l’aveva chiamata per una puntata. Lì aveva scoperto che  la sua presenza era legata a un contraddittorio con uno storico negazionista della Shoà. Perfetto cerchiobottismo, lei è a favore, lui contro…Tullia Zevi era sbigottita. L’ho aiutata a venirsene via dalla Rai…”.

Racconta invece Anna Foa, figlia di Vittorio Foa: “Mio padre, sul finire degli anni, aveva ricevuto da un suo amico un invito a andare alle Seychelles. Ovviamente non ci è mai andato. Mio padre diceva: se dovessi morire lì, può succedere, cosa ne verrebbe fuori? Vittorio Foa, nato a Torino, morto alle Seychelles…”.

Arriva il vecchio Elio Toaff, ha 95 anni e il 30 aprile ne farà 96, sorride dalla carrozzella. Un giorno mi raccontò di Sant’Anna di Stazzema, nel ’44, era engtrato nel paese con gli altri partigiani e i tedeschi avevano appena commesso l’orrenda strage di oltre 500 persone. Mi disse Toaff: “La prima inmmagine che vidi era una donna dentro una casa, stava riversa su un tavolo. Entrammo. Aveva il ventre squarciato, aperto da una baionetta. Per terra c’era il suo feto, morto, l’avevano colpito con una pallottola in testa…”. Oggi l’ex rabbino capo ha fatto tutto il giro del Ghetto dietro il feretro di Tullia Zevi. Bravo Toaff.

Altre moralità, altri modi di vivere e di intendere la propria presenza al mondo. Ecco persone che a stento si sarebbero riconosciute – o si possono riconoscere – nella situazione che viviamo purtroppo oggi…

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