Ben Alì voleva venire in Italia. Ecco perché atterrò ad Elmas. L’amico Berlusconi però non se l’è sentita di accoglierlo

mercoledì, 26 Gennaio, 2011

Ben Alì voleva venire in Italia. Ecco svelato il mistero del Falcon che si era fermato a Cagliari Elmas – la sera della fuga del rais tunisino -e che da lì è poi ripartito per l’Arabia Saudita. Il pilota tunisino quella sera non aveva permesso alla Polaria, la polizia dello scalo, di salire a bordo. Poi dopo un tiro e molla gli agenti verificarono.

Ben Alì che stava puntando inizialmente sulla Francia aveva già dovuto incassare il no francese, un no uscito al termine di un accalorato incontro tra Sarkozy e il suo premier Fillon (quest’ultimo contrarissimo all’arrivo di Ben Alì in Francia, per non avere problemi con i 600 mila immigrati). Il Falcon (nerlla foto fermo ad Elmas) era allora atterato in Sardegna.

Ben Alì aveva pensato all’amico Silvio Berlusconi.

Ma da Palazzo Chigi è giunto un altro no. Troppi problemi per il premier Berlusconi, proprio in questo momento.

Ben Alì, sorto al potere attraverso una combine italiana gestita al tempo da Andreotti e Craxi, ha stretto amicizia con Berlusconi attraverso Tarak Ben Ammar, proconsole berlusconiano d’affari in Tunisia.

L’uomo già sposato con l’attrice Nastassia Kinski è in affari con Berlusconi. Berlusconi in Tunisia possiede una televisione.

La sera di Elmas però non se l’è sentita di aiutare l’amico in fuga.

In Tunisia resta però Nessma TV, la televisione satellitare tunisina acquisita, lo scorso anno, per il 50 per cento, da Mediaset e da Quinta Communications, società di produzione di Tarak Ben Ammar di cui è socio di rilievo anche il gruppo Fininvest e nel cui capitale, alla fine di giugno, è entrata, tramite la Lafitrade, pure Tripoli.

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