La Russa e le menzogne sull’Afghanistan. Il caso Herat: in mano a chi è?

venerdì, 7 Gennaio, 2011

Chi mente a chi? Il ministro della difesa Ignazio La Russa ha accusato i vertici militari di aver riferito in modo parziale sulla morte dell’alpino Matteo Miotto in Afghanistan. I vertici rispondono di non aver tralasciato nulla. La Russa si spinge oltre e accusa i governi precedenti, in particolare quello Prodi, di aver sempre indorato la pillola.

Ma chi mente sul Gulistan e , aggiungiamo noi, Herat?

Non più tardi di ottobre è stato lo stesso ministro ad essere colto in palese contraddizione su uno degli snodi più importanti dello scacchiere Afghnaiostan, Herat. Tra l’altro è stato accusato di aver mentito in Senato, dichiarando il 13 ottobre che Herat era ormai in mano afgana. Salvo dire il giorno dopo al comandante americano Petraeus che Herat forse sarà consegnata entro il 2011. Sulla questione l’Idv ha fatto allora fuoco e fiamme. Nessuno se lo ricorda più? Ecco il contenuto del post che è uscito in questo blog il 18 ottobre. Giudicate voi.

Roma 18 Ottobre – Il senatore dell’Italia dei Valori, Stefano Pedica, accusa il ministro della Difesa Ignazio La Russa di aver dichiarato il falso in Senato, lo scorso 13 ottobre, quando “aveva con soddisfazione comunicato che Herat non era piú in mano straniera ma consegnata agli afgani”. “Leggendo i quotidiani di oggi, lo stesso ministro – prosegue Pedica – dichiara a Petraeus, comandante truppe Nato Usa in Afghanistan, che Herat potrebbe, usando quindi il condizionale, essere consegnata entro il 2011, da qui la prova provata che non è stata consegnata come dichiarato dal ministro in Aula” “Chiedo conto di questa menzogna – incalza il senatore dipietrista – La Russa chiarisca agli italiani o si dimetta immediatamente. Un ministro deve parlare al Paese dicendo la verità e non mentendo. Mi appello al Presidente Napolitano perché lo convochi chiedendo lui conto delle sue affermazioni e del suo operato. Le menzogne appaiono ancor piú gravi alla luce del recente lutto nazionale per i 4 ragazzi italiani morti nella missione afghana. Sull’Afghanistan – conclude Pedica – troppe ombre scure, troppi morti civili e militari e troppe menzogne, vogliamo verità!”.

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