Nuovo ricatto Fiat: o vinciamo il referendum oppure niente investimento a Mirafiori

lunedì, 3 Gennaio, 2011

Se  non passa il referendum salta l’investimento a Mirafiori. Così oggi Sergio Marchionne. Se non è un ricatto che cos’è? E’ mai possibile andare a votare in simili condizioni?

La Fiat di Marchionne ormai è solo questo, un continuo ricatto.

Perché non spiega invece, il signor Marchionne, che mentre la Fiat si restringeva al 30 % del mercato italiano questo non succedeva ad altri grandi aziende dell’auto nei loro rispettivi contesti?

E ancora: perché la Fiat ha perso profitti, oltre a quote di mercato, mentre altre firme europee hanno aumentato i ricavi e le quote di mercato?

Siamo proprio sicuri che sia un problema di assenteismo degli operai? O non piuttosto di scarsità di idee dei responsabili dell’industria, Marchionne in primis?

Come spiegava a Natale don Gallo ai suoi fedeli, con i 9100 euro quotidiani dello stipendio del manager dal simpatico golfino a barchetta si potrebbe dare lavoro a un sacco di gente. Argomento certamente un po’ grossolano, è vero, ma quanto mai suggestivo.

P.S.: Marchionne incensa gli operai Chrysler che hanno accettato di ridursi i salari. Già, però dimentica di dire che la Chrysler è proprietà loro, in questo momento. Se fa profitti, i profitti vanno agli operai. Se fa profitti la Fiat a chi vanno? Nella collezione golfini di Marchionne?

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