Procura di Brescia, illegittimo arrestare i clandestini che non ubbidiscono ai decreti di espulsione

giovedì, 27 Gennaio, 2011

Dopo la Corte Costituzionale ora anche la Procura di Brescia taglia corto con i respingimenti dei cosiddetti clandestini: si può non ottemperare ai fogli di via. L’articolo di Bresciaoggi del 27.1.2011 (nella foto gli immigrati della protesta sulla gru):

Procura: «Basta arresto per i clandestini»
IMMIGRAZIONE. I magistrati bresciani stanno già applicando la normativa europea: è illegittimo arrestare chi non ottempera all’ordine di espulsione. Il procuratore della Repubblica Nicola Pace: «Abbiamo diffuso alle forze dell’ordine il nostro attuale orientamento. In caso di denuncia chiediamo al gip l’archiviazione»
Bresciaoggi.it, 27-01-2011
Wilma Petenzi
Brescia. Basta manette per chi non «ottempera all’ordine di espulsione del questore»: gli immigrati clandestini su territorio bresciano possono stare tranquilli non rischiano più l’arresto se saranno trovati ancora in Italia nonostante abbiano già ricevuto il documento che li invita ad andarsene, a tornare in patria. O meglio, in caso di fermo, gli immigrati anche non in regola con il permesso verranno immediatamente liberati perchè per la procura di Brescia l’arresto in questo caso è illegittimo.
La garanzia agli immigrati viene dalla procura di Brescia che ha deciso di applicare immediatamente la direttiva europea del 2008 in materia di immigrazione. Il procuratore della Repubblica Nicola Maria Pace ha inviato ai due procuratore aggiunti, Fabio Salamone e Sandro Raimondi, e a tutti i sostituti una circolare in cui affrontava il problema e indicava la linea che gli sarebbe piaciuto applicare. I magistrati si sono trovati per discuterne, pochi secondi e all’unanimità è passata la linea indicata dal procuratore Pace: basta arresti sul territorio bresciano per la violazione dell’articolo 14 della legge Bossi-Fini.
LA NORMA EUROPEA del 2008 ha dato due anni di tempo ai paesi membri per adeguarsi alle direttive e passare a norme più garantiste con gli stranieri. Nei due anni concessi non c’è stata alcuna modifica alla Bossi-Fini e dal 24 dicembre 2010 la legge è quindi finita in netto contrasto con la direttiva europea che punta sull’allontanamento volontario degli stranieri che non hanno i requisiti per stare in un Paese e concede agli immigrati trovati senza permesso di soggiorno la possibilità di allontanarsi entro un mese di tempo e non prima, comunque, di una settimana.
«È un problema di squisita natura giuridica – specifica il procuratore Pace -, l’ideologia non c’entra nulla, stiamo solo applicando la legge e l’abbiamo fatto subito perchè si tratta di una norma che ha un contenuto di precetto e perchè allarga la sfera delle tutele dei diritti umani e perchè riguarda una materia difforme dagli stati membri».
E, in punta di diritto, la procura di Brescia ha deciso di dire basta agli arresti. La linea scelta dalla procura è stata comunicata subito anche alle forze dell’ordine che operano sul territorio.
«In caso di denuncia – precisa il procurato Pace – noi chiederemo al gip l’archiviazione, mentre in caso di arresto la procura lo riterrà illegittimo e chiederà l’immediata scarcerazione perchè il fatto non sussiste».
Il nuovo orientamento cambia la situazione di centinaia di cittadini immigrati che si trovano a Brescia senza permesso di soggiorno e che, incappati, in un controllo hanno già in tasca un ordine di espulsione firmato dal questore.
SE PRIMA DEL 24 dicembre rischiavano di finire in prigione e rischiavano una condanna fino a cinque anni di carcere per la violazione dell’ordine di espulsione, adesso gli immigrati senza permesso hanno fino a un mese di tempo per lasciare l’Italia e in caso di un nuovo controllo dovrebbe essere attivata una procedura di espatrio e se il termine non viene rispettato il Paese potrebbe decidere per l’espulsione.
Ma cosa succederà a Brescia e nel resto d’Italia non è ben chiaro.
«In questo momento – prosegue il procuratore – siamo di fronte a un vuoto normativo: non c’è una legge che disciplina cosa si deve fare, sarà il Governo a dire ai questori come si devono comportare». Ma in assenza di una precisa disposizione pare abbastanza evidente che i questori non prenderanno alcuna iniziativa propria e gli immigrati clandestini scovati dopo il mese di tolleranza, resteranno comunque sul territorio nazionale.
Per il procuratore Pace la linea scelta dalla Procura bresciana «riporta la lotta alla immigrazione clandestina nei giusti termini, perchè non vanno scambiate le vittime per gli aguzzini e la magistratura deve colpire chi sfrutta gli immigrati». Il nuovo orientamento alleggerisce anche il problema del sovraffollamento cronico del carcere, già parzialmente affrontato quando il procuratore ha disposto che non finissero più a Canton Mombello le persone arrestate per reati di competenza del giudice monocratico.
A Brescia, quindi, gli immigrati clandestini non finiscono più in cella. Ma la stessa garanzia non esiste sull’intero territorio nazionale.

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