Tunisia, dimissionari 5 ministri del nuovo governo. Il 22 una marcia non autorizzata contro il governo

martedì, 18 Gennaio, 2011

Cinque già i ministri dimissionari del governo Gannouchi. E sabatol 22 gennaio una marcia popolare contro il governo, indetta da Rcd non autorizzata dal ministero dell’interno. Sale di nuovo la tensione in Tunisia (nella foto un manifestante nei giorni scorsi).

I cinque dimissionari sono Houssine Dimassi, ministro della Formazione e dell’Impiego, Abdeljlil Bédoui, ministro presso il primo ministro, Anouar Ben Gueddour, segretario di Stato presso il ministero dei Trasporti. Tutti e tre dell’Ugtt.

Oltre ai tre provenienti dall’Ugtt, il maggiore sindacato, che non riconosce il nuovo esecutivo del premier Mohammed Ghannouchi, si sono ritirati dalla carica anche Mustapha ben Jaafar, leader del partito dell’Unione della libertà e del lavoro, e l’ex sindacalista Taieb Baccouch, indicato come titolare del dicastero dell’istruzione.

Per frenare l’emorragia, in serata il presidente ad interim Foued Mebazaa e il premier Ghannouchi si sono dimessi dal partito Rcd dell’ex presidente Ben Alì. L’agenzia Tap rende noto che l’Rcd ha radiato lo stesso Ben Ali e sei suoi collaboratori, “in base all’inchiesta condotta dal partito in seguito ai drammatici eventi che hanno scosso il paese”.

Le dimissioni dal Rcd di Foued Mebazaa e Mohammed Ghannouchi “concretizzano la decisione di separazione tra gli organi dello Stato e i partiti politici”, assunta ieri dal nuovo governo di unità nazionale.

Intanto fervono i preparativi per la marcia proibiti di sabato 22. L’ha indetta l’Rcd contro il governo. Questo l’articolo di Radio Kalima:

“Le RCD accuse le parti du premier ministre, Ahmed Ouyahia, le RND  de «  fomenter des provocations » contre la marche populaire prévue samedi 22 janvier à Alger, dans un communiqué publié sur son site internet et envoyé, aux médias, ce mardi. Le RCD a maintenu la marche à Alger en direction du parlement, en dépit du refus du ministre de l’intérieure d’autoriser cette marche. Il l’accuse également de désinformation, par le biais de ses relais médiatiques, pour nuire à la mobilisation. Le RCD demande, à l’occasion de cette manifestation, la dissolution de toutes les instances élues”.

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