Cameron annuncia la fine del multiculturalismo. Ma a Trafalgar Square i cinesi festeggiano il loro capodanno con un bagno di folla

lunedì, 7 Febbraio, 2011

Londra – Trafalgar Square è piena di gente, domenica pomeriggio. Sono venuti in massa i londinesi a festeggiare con i cinesi il Capodanno cinese. Non basta Chinatown, a ridosso di Soho, tutta pavesata coin palloncini ro0ssi, lanterne accese e quant’altro. Non bastano i dragoni rossi che circolano per le strade. In una spettrale Londra battuta da un vento gelido oggi il colore lo danno i cinesi festeggiando a Trafalgar e tutt’intorno.

Il paradosso è che ciò avviene all’indomani del discorso sulla fine del multiculturalismo fatto dal premier conservatore Cameron. Viene da sorridere a questa uscita del leader tory che ha ringalluzzito la destra eureopea: oggi a Londra passano gli autobus del servizio pubblico e sono quasi tutti condotti da autisti di colore. Neri venuti dai quattro angoli dell’ex impero, a guidare gli autobus a due piani su cui si sposta la città. Oggi è domenica e dappertutto si vedono immigrati di cui la grande Londra, con i suoi 12 milioni di residenti, è ricchissima. Il sabato a Luton la lega di difesa nazionale inglese, un gruppo di estrema destra, ha manifestato contestata dagli antifascisti inglesi. E’ questo il futuro che Cameron promette ai suoi elettori?

Sabato a Marble Arch è passato anche un grosso corteo di immigrati anti Mubarak. Immigrati egemonizzati da integralisti islamici, visto i cartelli che accusavano Mubarak di essere un “agente israeliano”…

Il vero problema allora è che non esiste, neanche nell’Inghilterra che conta 7-8 milioni di immigrati, una vera politica dell’integrazione. L’Inghilterra ha semmai peccato finora di permissivismo, certo, ma la politica dell’integrazione è un’altra cosa. Significa misurarsi, ecco, con questi sbandati venuti magari da Egware Road o dal sud di Bankdise e contrastare la deriva islamica. Questo sì, e non averlo fatto fin ora è criminale. Ma ormai anche un governante modesto come Cameron dovrebbe rendersi contro che la festa di domenica 6 febbraio a Londra, nel suo cuore, era monopolizzata dai cinesi d’Inghilterra…

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