Vergognoso ambasciatore italiano a Tripoli: nega su Sky i bombardamenti di Gheddafi. La protesta a Roma

mercoledì, 23 Febbraio, 2011

L’ambasciatore italiano a Tripoli a Sky Tg24: “La situazione è tranquilla, non ho sentito questi bombardamenti di cui si è parlato, se ci fossero stati ce ne saremmo accorti…”. In perfetto e vergognoso understatement berlusconiano l’ambasciatore nega l’evidenza. I bombardamenti sono stati denunciati da Al Jazeera. E dai profughi che tornano. Ma dove vive questo signore?

Questo ambasciatore fa il paio con la peggior specie della sua categoria. Ce ne sono stati altri che di fronte ai massacri della storia minimizzavano. Solo che oggi è anche possibile sentire un simile individuo in tv, in diretta, al telefono. Spaventoso.

In una città in cui si parla di migliaia e migliaia di morti e di decine di migliaia di feriti. Che cosa ne dice Frattini?

Intanto a Roma si manifesta davanti all’ambasciata di via Nomentana 365. La polizia ha sparato lacrimogeni. Ci son o state tensioni. Sul cancello dell’entrata dell’ambasciata libica a Roma è sventolata però la bandiera rosso, nero e verde con la mezzaluna al centro della Libia pre-Gheddafi. Il vessillo è stato collocato da alcuni manifestanti staccatisi dalla protesta organizzata di fronte alla sede diplomatica di via Nomentana e saliti sul cancello dell’ambasciata per sostituire l’attuale bandiera verde della Libia con quella del periodo precedente all’arrivo del colonnello. “La bandiera di Gheddafi” è stata bruciata dai manifestanti al grido di “Libia Libera, Libia libera”.

Tensione davanti all’ambasciata libica in via Nomentana dove circa trecento personehanno manifestato fino alle 18.

Al grido di “Assassino! Assassino!”, circa trecento manifestanti, tra libici, nordafricani e italiani, davanti all’ambasciata libica hanno scavalcato le transenne e si sono avvicinati all’entrata della sede diplomatica provocando tafferugli con le forze dell’ordine che hanno cercato di fermarli. I manifestanti hanno invaso anche via Nomentana bloccando il traffico. Alcuni di loro hanno cercato di scavalcare la recinzione dell’ambasciata. La polizia ha sparato qualche lacrimogeno. La manifestazione è terminata poco prima delle 18: “Torneremo qui ogni giorno fino a che la Libia sarà libera”, hanno detto i partecipanti alla protesta lasciando via Nomentana.

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