Un penny per ogni mail: nuova tassa secondo un sindacalista Gb (che intanto si è aumentato lo stipendio del 12%)

mercoledì, 2 Marzo, 2011

Tassiamo le email. La proposta di un sindacalista britannico per risanare il deficit. Un penny a mail. L’articolo su stampa.it è di Federico Guerrini

Una tassa di un penny per ogni email. Tanto basterebbe secondo il segretario generale del sindacato dei Trasporti ferroviari e marittimi, Bob Crow, per ripianare il deficit di bilancio della Gran Bretagna. Crow non è nuovo a queste esternazioni: lo scorso anno, intervistato dal quotidiano Guardian aveva proposto una tassa sugli Sms.

Ma gli avevano fatto notare che con 96,8 miliardi di messaggini inviati ogni anno, una simile tassa avrebbe fatto raccogliere soltanto 968 milioni di sterline, una cifra rispettabile ma non sufficiente e rimpinguare le casse di Sua Maestà, a cui di sterline ne mancano 150 miliardi. Con il balzello sulle email (che Crow propone di associare a un’altra misura di contenimento della spesa: il taglio del programma di scudo nucleare Trident), le cifre raccolte salirebbero notevolmente.

Ogni giorno si spediscono nel mondo milioni di email, il 90 % delle quali consiste però di messaggi di spam. Il sito specializzato Giga Om ha calcolato che, al netto dei messaggi spazzatura, ai 50 milioni di internauti del Regno Unito si potrebbero far risalire il 2,5 % di tutte le email “legittime” spedite.

Tradotto in valori assoluti, questo significa che, su 29,4 miliardi di messaggi di questo tipo inviati ogni giorno nel mondo, 735 milioni sarebbero opera dei connazionali di Crow. A un penny per ognuno, si avrebbe un ricavato di 7,35 milioni di sterline al giorno, ossia 2,68 miliardi all’anno. Un ammontare di tutto rispetto, senz’altro maggiore di quello garantito dagli Sms, ma ancora troppo esiguo per le esigenze del bilancio statale; in ogni caso, vista l’abitudine alle “sparate” di Crow, è improbabile che la sua proposta venga presa sul serio e si trasformi in legge.

L’idea di imporre una tassa sulle email non è però soltanto farina del sacco del battagliero sindacalista londinese: in passato l’aveva proposta, nel 2004, anche il fondatore di Microsoft, Bill Gates. A suo parere, una sorta di “francobollo virtuale” sarebbe stato il modo migliore di scoraggiare gli invii di mail indesiderate. Una logica analoga era alla base di una proposta di Yahoo!, che intendeva associare a ogni messaggio di posta inviato una piccola donazione a favore di un ente no-profit scelto dal mittente.

Questo tipo di iniziative però non giunse mai a concretizzarsi, soprattutto per le perplessità e la riluttanza degli utenti, poco disposti a vedersi addebitare le insufficienze e i difetti dei filtri anti-spam dei provider.

L’idea di Crow di un balzello di Stato per risollevare l’economia, lanciata a tarda notte nel corso di un programma televisivo di intrattenimento, punta forse a far leva sull’orgoglio nazionalistico e sullo spirito di sacrificio che non sono mai mancati ai cittadini britannici, ma ai più è sembrato più che altro una boutade.

E non è mancato chi, come il Telegraph, ha fatto velenosamente notare che, nello stesso periodo in cui chiedeva sacrifici ai suoi connazionali, Crow ha incamerato un sostanzioso aumento in busta paga; con un bel 12 % in più di stipendio a fine mese.

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