A Roma cento rom battono Alemanno. Vengono accolti dalla Caritas

domenica, 24 Aprile, 2011

Sera di Pasqua, i rom di San Paolo la spuntano sullo sceriffo Alemanno: la Caritas decide di accoglierli, vanno alla cooperativa sociale Domus. Il Papa, dopo alcune ore di incertezza, spedisce

il sostituto della segreteria di Stato, monsignor Filoni, alla basilica per far esprimere ai nomadi la sua personale “vicinanza”. Sconfessata così la linea oltranzista di Alemanno che in un primo momento era riuscitoi a coinvolger la Caritas facendosi spalleggiare nell’opera di repulisti.

Il Papa lo aveva esortato stamani nel suo messaggio Urbi et orbi: occorre accogliere i profughi e i rifugiati. Poche ore, e dalle parole il Vaticano, verificato che non era possibile continuare a ignorare la situazione di San Paolo,  è passato ai fatti: in serata il centinaio di rom che da tre giorni si era rifugiato nella basilica di San Paolo è stato accolto in una struttura della Caritas, in particolare della cooperativa sociale Domus. Anzi, il Pontefice ha fatto di più, inviando il sostituto della segreteria di Stato, monsignor Filoni, alla basilica per far esprimere ai nomadi la sua personale “vicinanza”.

Si è dunque conclusa l’occupazione pacifica della basilica di San Paolo da parte dei rom  sgomberati da in campo abusivo a Casal Bruciato, ai margini della capitale. I nuclei familiari, tra applausi e abbracci, sono stati tutti ricongiunti e successivamente, da un ingresso laterale della basilica, sono usciti e, a bordo di autobus, sono partiti per raggiungere il centro dalla Caritas.

“I rom che in questi giorni hanno trovato riparo nel chiostro della basilica da stasera saranno trasferiti presso una struttura di accoglienza in città”, ha reso reso noto a sera l’ente assistenziale del vicariato di Roma sottolineando che nella sistemazione dei rom saranno rispettati i nuclei familiari. Quasi in contemporanea la sala stampa vaticana ha fatto conoscere i sentimenti di Benedetto XVI sulla vicenda. Il Vaticano ha auspicato che la disponibilità della Caritas “preluda a una sistemazione stabile adeguata”.

La soluzione è stata trovata trovata dopo un lungo stallo, d’intesa con i nomadi che hanno sempre rifiutato la soluzione prospettata dal Campidoglio di trasferire donne e bambini in un centro di accoglienza. “Il Comune è stato informato della soluzione raggiunta”, affermava laconico il comunicato della Caritas.

“Roma Capitale ringrazia la Caritas di Roma per il suo intervento decisivo per risolvere l’emergenza. Si tratta di un intervento di carattere umanitario che non modifica in nulla l’atteggiamento dell’amministrazione Capitolina rispetto all’emergenza nomadi”, ha dichiarato facendo buon viso a cattivo gioco il sindaco Gianni Alemanno. “Pur con la massima disponibilità al dialogo e all’individuazione delle migliori soluzioni per affrontare ogni forma di disagio sociale, andremo avanti nel programma di sgombero dei campi nomadi abusivi presenti sul territorio cittadino”, hapoi  sottolineato il sindaco sceriffo che, nei giorni scorsi, aveva avuto un battibecco con Sant’Egidio proprio sul temna dell’accoglienza. Per la questione rom la Comunità si era sempre schierata contro l’ipotesi di dividere i nuclei familiari.

Nell’area antistante la basilica è intanto rimasto solo un gruppo di una decina di rom i cui nomi non comparivano negli elenchi in possesso dei volontari della Caritas e per i quali ora si sta cercando di trovare una sistemazione. I rappresentanti delle numerose associazioni di volontariato, che hanno assistito i rom in questi tre giorni, hanno espresso soddisfazione per come si è conclusa la vicenda.

Stamani era stata celebrata la messa di Pasqua con momenti di commozione tra i rom all’esterno – molti bambini – e la folla di fedeli accorsi per la funzione. Qualcuno ha portato uova e colombe per i piccoli che stazionavano sui prati. Sembrava che i negoziati si fossero interrotti ieri sera tra Campidoglio, associazioni e nomadi, invece in serata è giunta la notizia del trasferimento. Aveva sorpreso che nel corso dell’omelia della messa di mezzogiorno non fosse stato fatto nemmeno un accenno alla presenza dei nomadi a pochi metri. Poi, tra le grida di aiuto di una donna che chiedeva “semplicemente una casa” e uno striscione srotolato sul prato con la scritta ‘Comune&Vaticano … restiamo umani, i numerosi volontari delle diverse associazioni presenti hanno allestito tavoli e preparato il tradizionale pranzo pasquale a base di affettati, uova, pasta e carne. Dopo le prime resistenze, e nonostante molte donne continuassero a piangere, tutti, compresi i bimbi, si sono avvicinati e hanno mangiato.

Dopo il pranzo erano continuate le polemiche: venti associazioni che si occupano dei diritti delle minoranze e varie organizzazioni sociali hanno definito “quanto successo ieri, disumano, inaccettabile”. I gendarmi hanno filtrato l’accesso alla veglia pasquale nella basilica di San Paolo con un “no ai Rom – donne e bambini compresi – no agli attivisti, e sì ai pellegrini”.

Il segretario del Pd di Roma, Marco Miccoli, aveva anche aggiunto di essere preoccupato per la “pessima immagine che la città sta dando a tutto il mondo”; il segretario dei Radicali Italiani, Mario Staderini, e quello dei Radicali Roma, Riccardo Magi, avevano parlato di incredibile “assenza delle istituzioni”.

“La giunta Alemanno, che ha causato l’emergenza di San Paolo con i suoi inumani e illogici sgomberi senza alternativa, non è stata in grado di trovare neanche una soluzione per far ritornare alla normalità la basilica – ha detto il presidente del Municipio XI, Andrea Catarci, in questi giorni presente sul posto – Per evitare altri episodi del genere, si auspica, perlomeno, che il Sindaco abbia capito quanto è urgente bloccare il suo piano nomadi e riscriverlo completamente all’insegna dell’integrazione”. Catarci ha salutato come una “vittoria” la soluzione raggiunta stasera.

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