Berlusconi, sì ai bombardamenti in Libia. Come bombardare un socio in affari e incamerarne le quote societarie

lunedì, 25 Aprile, 2011

Pasquetta di Berlusconi, chiama Obama e gli dice sì ai bombardamenti. L’Italia bombarderà in Libia. Così abbiamo Berlusconi che bombarda Gheddafi, il socio Gheddafi tuttora suo partner in affari nella Quinta Communications insieme al tunisino Tarak Ben Hammar. Cosa succederà poi quando Gheddafi sarà finalmente vinto (con gran sollievo del popolo libico)? Con gran sollievo i suoi soci, l’accoppiata Ben Hammar-Berlusconi, incamereranno come  il gatto e la volpe i soldi della Lafitrade che .la Lafico ha versato nella società nel 2009.  Aspettiamo delucidazioni su questa straordinaria forma di Opa effettuata con i cacciabombardieri, una vera novità nel capitalismo finanziario del terzo millennio. Il conflitto d’interteressi è robetta al confronto. Ecco le notizie che riprendo da Corriere online:

Berlusconi: «Sì a bombardamenti
mirati sulla Libia»

Silvio Berlusconi ha dato il via libera al bombardamento della Libia da parte degli aerei italiani. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio in una telefonata al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, riferisce una nota di Palazzo Chigi, dopo che il 15 aprile in Consiglio dei ministri Berlusconi era orientato a escludere il coinvolgimento italiano nei bombardamenti della Libia. L’Italia accoglie così l’appello lanciato dalla Nato agli alleati e Roma risponde con il sì «ad azioni mirate». «L’Italia ha deciso di aumentare la flessibilità operativa dei propri velivoli con azioni mirate contro specifici obiettivi militari selezionati sul territorio libico, nell’intento di contribuire a proteggere la popolazione civile libica. Con ciò, nel partecipare su un piano di parità alle operazioni alleate, l’Italia si mantiene sempre nei limiti previsti dal mandato dell’operazione e dalle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Le azioni descritte si pongono in assoluta coerenza con quanto autorizzato dal Parlamento, sulla base di quanto già stabilito in ambito Onu e Nato».

INFORMAZIONE – Il governo informerà il Parlamento sulle azioni mirate in Libia, i ministri degli Esteri e della Difesa sono pronti a riferire davanti alle Commissioni congiunte Esteri-Difesa, prosegue la nota ufficiale. Berlusconi avviserà della decisione italiana il premier britannico David Cameron e il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, e ne parlerà martedì con Nicolas Sarkozy, in occasione italo-francese di Roma. «Non saranno bombardamenti indiscriminati, ma missioni con missili di precisione su obiettivi specifici», precisa il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, sottolineando che l’obiettivo è quello di «evitare ogni rischio di colpire la popolazione civile. Prima facevamo una parte nella squadra e ora nel facciamo un’altra. Non ci sono più rischi o meno rischi, né per i militari né per il Paese».

CALDEROLI: «NON VOTO» – Prime reazioni alla dichiarazione di Palazzo Chigi. «Non so cosa significhi ulteriore flessibilità, ma se questo volesse dire bombardare non se ne parla. Il mio voto in questo senso non l’avranno mai», ha affermato Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione legislativa e responsabile delle segreterie nazionali della Lega Nord.

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