Cento rom, in pratica assediati, dentro San Paolo. Alemanno col sostegno del Vicariato vuole famiglie separate fuori roma oppure il ritorno in Romania…

sabato, 23 Aprile, 2011

I rom che si sono rinchiusi dentro il chiostro di san paolo ci passeranno la notte. Chi esce, anche solo per andare a prendere qualcosa fuori, non viene fatto però rientrare dalla gendarmeria vaticana che con tanto di chepì in testa sorveglia l’ingresso.

La proposta di alemanno, comunicata ai rom attraverso antonio lucarelli capo della sua segreteria, è secca., mille euro per le famiglie che decidono di rientrare in romania (500 del comune e 500 del vicariato) oppure donne e  bambini al Cara di castelnuovo di porto e gli uomini nei centri dell’amministrazione aperti dalle 20 alle 7. insomma o nel vostro paese oppure famiglie divise, un po’ qua un po’ là. E il vicariato collabora a questo repulisti.

Intanto un centinaio di rom resta dentro. Il vicariato non ci fa una gran figura. Resta l’aut aut di alemanno che dopo aver abbattuto le miserande baracche in cui vivevano questi rom ora decreta l’allontanamento fisdico dalla città, a castelnuovo o in romania. A san paolo va in scena una nuova pasqua, quella di alemanno. E intanto all’esquuilino fascisti attaccano manifesti contro il 25 aprile dichiarando buona pasquetta sotto l’immagine di un camion carico di camice nere.

Intanto va avanti il dramma di san paolo. i circa 150 rom che ieri pomeriggio, dopo esser stati sgombrati da un insediamento abusivo a Casal Bruciato, hanno occupato la Basilica di San Paolo, hanno trascorso la notte in due grandi stanzoni adiacenti al chiostro della basilica, solitamente adibiti a magazzini.

Secondo la gendarmeria vaticana la notte è trascorsa tranquilla e non si sono registrati problemi di sorta. Da stamani è ripresa la trattativa tra le famiglie rom, che chiedono di non essere separate, e il Comune di Roma. Il capo della segreteria del sindaco di Roma, Antonio Lucarelli, già dall’alba presente alla basilica, ha riavanzato le due proposte del Campidoglio: assistenza alloggiativa al Cara di Castelnuovo per donne e bambini, ma non per gli uomini, oppure rimpatrio assistito.

In mattinata dieci persone, tra cui un bambino, hanno accettato il “rimpatrio assistito” in Romania dopo un incontro all’interno della Basilica di San Paolo tra rappresentanti del Comune di Roma, del Vicariato e membri della comunità rom. Ad ogni nucleo familiare che accetta il rimpatrio assistito verranno dati mille euro. Il delegato del sindaco di Roma alla sicurezza Giorgio Ciardi ha spiegato che cinquecento euro saranno messi a disposizione dall’amministrazione comunale e gli altri 500 dal Vicariato. A chi invece deciderà di rimanere in Italia il Campidoglio darà assistenza per donne e bambini nel centro Cara di Castelnuovo di Porto e per gli uomini nei centri sociali dell’amministrazione aperti dalle 20 alle 7.

Restano ancora un centinaio di rom,
nel chiostro e nei giardini della Basilica di San Paolo, dopo che stamattina alcuni di loro si sono allontanati spontaneamente. Sul posto anche la Caritas, che distribuisce viveri alla popolazione rom. L’accesso all’interno della basilica è controllato dalla Gendarmeria vaticana. Nello spazio davanti alla basilica sono parcheggiati tre automezzi blindati della polizia giunti poco prima delle 19. Nel tardo pomeriggio sono giunti anche alcuni volontari dell’associazione Brigata solidarietà Garbatella Prociv Arci che hanno portato ai rom in presidio fuori dalla Basilica di San Paolo biscotti, una tenda e coperte, nell’eventualità che i nomadi possano trascorrere la notte all’aperto.

I rom si sono riuniti in assemblea
e hanno deliberato la richiesta di poter trascorrere la notte nella basilica, altrimenti pianteranno le tende sul prato antistante.

«Non possiamo rischiare di trasformare Roma in una gigantesca baraccopoli» ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, a Sky Tg24 in merito al rimpatrio assistito con un contributo di 1000 euro a nucleo familiare. «Aggiungiamo un contributo di 500 euro al rimpatrio assistito in Romania per sottolineare la volontà di trovare una soluzione – ha detto il sindaco – Questa soluzione non può essere, come viene richiesto da molte famiglie nomadi e da associazioni varie, quella di offrire un alloggio a queste famiglie. Se accettassimo questa ipotesi significherebbe che a Roma arriverebbe un flusso incontenibile di persone che verrebbero qui nella convinzione di trovare una casa. Se sommiamo i nomadi ai rifugiati, ai senza fissa dimora, ai richiedenti asilo a Roma, ci sono circa 22mila persone. Il circuito di accoglienza arriva alla metà di queste 22mila persone. Se diamo segnali di accoglienza indiscriminata il rischio è di andare oltre questa cifra. Non possiamo cedere a una logica ricattatoria che ci porta a negare il nostro piano di nomadi e la demolizione delle baracche abusive».

Di Giovanpaolo (Pd): chiederò convocazione in Senato. «La vicenda della basilica di San Paolo dimostra che non esiste un piano d’accoglienza per tutte le fasce deboli. Alemanno non sa che risposte dare. Chiederò la convocazione straordinaria della Commissione Diritti umani del Senato». Lo afferma, in una nota, il senatore del Pd Roberto Di Giovanpaolo, componente della Commissione Diritti umani e segretario della Commissione Affari Europei. «La giunta Alemanno sa fare solo convegni e nomine – continua Di Giovan Paolo – Serve un piano alternativo, che passi attraverso l’utilizzo dei fondi Ue per i migranti e a beneficio dei romani, che preveda l’utilizzo dei beni demaniali in disuso, che preveda una vera integrazione. All’assessore De Palo dico che non basta essere cattolici per difendere i valori cattolici. Lui è la foglia di fico della giunta Alemanno e gli ricordo che a San Paolo si nascosero gli antifascisti. La storia dunque di ripete».

Ozzimo (Pd): fallimento giunta Alemanno. «Quanto sta avvenendo a San Paolo certifica il fallimento della Giunta Alemanno – dice Daniele Ozzimo, vicepresidente della Commissione politiche sociali e consigliere Pd Roma Capitale – Il piano nomadi presentato dalla Giunta come modello da imitare di caratura internazionale prevedeva la realizzazione di 6 nuovi campi (13 campi, 7 esistenti più 6). La giunta Alemanno in tre anni non è riuscito a realizzarne uno, ostacolata dal clima di allarmismo da essa stessa alimentato, un clima utile in campagna elettorale ma estremamente dannoso per governare fenomeni complessi come questo. Senza nuovi spazi di accoglienza la Giunta sta proseguendo in sgomberi inutili e dispendiosi che hanno fatto crescere i micro campi abusivi».

I rom che escono dall’area della Basilica di San Paolo non possono più rientrarvi, anche se sono usciti soltanto per prendere un oggetto nell’auto o per qualunque altra ragione. «Stiamo assistendo a scene di deportazione – ha detto in mattinata il presidente dell’XI Municipio Andrea Catarci – con gli uomini usciti che non vengono fatti rientrare dalla gendarmeria vaticana e le donne e i bambini dentro. Si parlano dietro le sbarre».

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