Roma, rom occupano il chiostro di San Paolo. Dicono no allo smantellamento delle favelas

venerdì, 22 Aprile, 2011

«Noi rom che viviamo da anni nelle baracche di questa città chiediamo aiuto alla Chiesa. Oggi le nostre baracche sono state distrutte, ieri quelle di altri rom a via Collatina, e prima quelle dell’ex Mira Lanza, di Via Severini e Lungotevere San Paolo». Inizia così la lettera scritta dai nomadi che si trovano nella basilica di San Paolo indirizzata al Papa.

«È questa la nostra settimana santa – dicono- Le nostre baracche sono brutte e pericolose, ma dopo gli sgomberi ci troviamo a vivere per strada: uomini, donne, bambini, anziani e malati. Chiediamo alla Chiesa di aiutarci a fare sentire la nostre voci, prima delle lacrime per un’altra tragedia. Chiediamo alla Chiesa di sostenere la nostra richiesta: che per ogni sgombero ci sia un posto dove le intere famiglie possano essere accolte senza dividerci dai nostri figli per iniziare un vero percorso di integrazione».

Operazione repulisti del sindaco Alemanno ripresa in grande stile contro i rom della capitale. Ma i rom ieri hanno occupato il chiostro della Basilica di san Paolo. A donne e bambini, è stata offerta assistenza presso il Cara di Castelnuovo di Porto, ma nessuno di loro ha accettato. Agli abitanti del campo di via dei Cluniacensi – per il 60% minori – ha spiegato il delegato del sindaco per le politiche per la Sicurezza, Giorgio Ciardi, presente alle operazioni di sgombero «è stato offerto anche il rimpatrio assistito in Romania, ma preferiscono tornarci con i pullman, perché nel primo caso non avrebbero più la possibilità di rientrare in Italia». L’amministrazione, ha aggiunto, «ha aggredito il fenomeno in alcune aree della città dove questa criticità era più forte, perché in presenza di insediamenti abusivi il numero di reati è molto più alto. Era un problema che andava assolutamente affrontato».

Contro il repulisti si è schierata la Comunità di Sant’Egidio. Critico il volontariato e l’Arci. M;a intanto lo sgombero ha messo per strada centinaia di rom. Prima perlomeno avevano una baracca. Ora più niente. Come andrà a finire?

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