Scritte naziste in inglese e striscioni contro le morti sul lavoro al Pigneto. Un legame? Il giorno dopo l’autore, precario, si scusa…

lunedì, 25 Aprile, 2011

Una scritta ignobile su Auschwitz. In inglese. Al Pigneto. Il 25 aprile. La scritta di Auschwitz, “Arbeit macht freì” stavolta però in inglese. Messa  nella notte sul ponticello che scavalca la ferrovia al Pigneto, individuata, rimossa…E poi poco dopo, apprendo dai giornali online, ecco comparire proprio nello stesso punto uno striscione con la scritta «Basta morire uccisi dal lavoro e dall’indifferenza – Comitato no morti lavoro», corredata da quattro stelle a cinque punte.

Mi chiedo: ma che storia è? L’insegna è comparsa di fronte al bar Rosi del Pigneto, a Roma, il 25 aprile. Una insegna saldata, larga quattro metri, con le lettere alte trenta centimetri. Com’è possibile  di fronte a un baretto che chiude tardi e sulla circonvallazione Casilina che è molto trafficata portare a termine un lavoro piuttosto lungo con tanto di saldatura?

Il bar Rosi è una vecchia conoscenza del Pigneto, la decana lì era una donna dei Castelli che ai tempi del fascismo era costretta a chiudere bottega quando lo imponeva il fascio a gente di sinistra, ora ha un nipote che quando ci sono passato io ai tempi del raid del Pigneto contro i bengalesi se ne stava lì ad ascoltare gruppi musicali di estrema destra come gli Zero Zero Alfa, poi oggi non so…

Ma il problema è la staffetta tra insegna rimossa e striscione che subentra, quasi su uno stesso filo di discorso un po’ delirante e provocatorio.  Chi ha fatto tutto ciò?

La scritta è stata rimossa nel giro di poche ore, intorno a mezzogiorno. Era stata montata con una serie di saldature sul ponticello pedonale sulla ferrovia, che collega Circonvallazione Casilino al quartiere Pigneto. Rivolta verso l’interno della carreggiata, l’insegna è lunga 4 metri e ciascuna lettera è alta 30 centimetri. È frutto, dunque, di un lavoro abile e lungo. Sulla vicenda indagano la polizia e la Digos.
Dopo la rimozione della scritta in ferro battuto, sul ponticello è comparso lo striscione con la scritta «Basta morire uccisi dal lavoro e dall’indifferenza – Comitato no morti lavoro», corredata da quattro stelle a cinque punte.

Veniamo alle reazioni. «È gravissimo che ci siano persone che si sono messe a fare una scritta antisemita in ferro battuto – afferma il sindaco di Roma Alemanno -. Mi auguro che gli inquirenti trovino subito i responsabili». «Credevamo che certe frasi fossero dimenticate da tempo – commenta Gianluca Santilli, capogruppo del Pd nel VI Municipio e membro dell’esecutivo romano del Pd – invece eccole tornare negli scritti di poveri ignoranti che pensano di funestare in questo modo le celebrazioni del 25 aprile».

Tutto troppo ok. E se il problema fosse invece un altro? Quello dell’uso demenziale e provocatorio di chi è mobilitato contro le morti bianche,  in condizioni talmente idiote e cervellotiche da ricorrere a immagini shock per farsi notare, usando indifferentemente  simbologia nazifascista e terroristica di sinistra? Risultato un vero disastro politico e semantico, forse non voluto, forse invece attentamente ricercato.Il giorno dopo la rivelazione poi: un precario che si scusa per l’intervento, definito casuale per la data (25 aprile),  ma nesecessario conhtro il lavoro precario. L’autore si scusa con i colpiti della Shoà. Prenderlo sul serio?

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