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Concerto del I Maggio, i sindacati impongono la censura politica ai cantanti

Concerto del Primo Maggio a San Giovanni, voetato parlare di elezioni e di referendum. Una “liberatoria” all’insegna della censura è stata imposta ai cantanti intervenuti. Ciò non ha impedito comunque a Daniele Silvestri di andare giù duro sul “coglione” in alta definizione e a Luca Barbarossa di ironizzare sul ministro di Grazia e Giustizia Angelino Alfano cantando la canzone «Immunità» – autori Alfano & Romina ha detto -, con strofe molto dirette. Non bastasse, ci ha pensato Ascanio Celestini a chiarire: «Quella contenuta nella liberatoria non è censura, è un tentativo di distrazione». Secondo Erriquez, il leader di Bandabardò, quel foglio contestato è «una censura bella e buona», è stato imposto «per non parlare di referendum e non dare indicazioni di voto dal palco di San Giovanni». Lamenta che gli artisti non erano stati informati di quello che firmavamo: «Pensavamo si trattasse della normale liberatoria che si firma quando si va in televisione. Certo è anche un nostro errore, ma in questo modo si impedisce la libertà di parola».
«Considero una grave illegalità quella di non permettere a chi vuole di esprimersi e di dire la propria opinione sui referendum. L’acqua non è né di destra né di sinistra, inoltre chi viola la par condicio è proprio la tv di Stato», ha commentato il presidente di Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.

Sul palco poco dopo le cinque Celestini, ha criticato la scelta del Primo Maggio come giorno per la beatificazione di Wojtyla, poi ha aggiunto: «Non dico più niente anche perché ho firmato una liberatoria». In camerino, in seguito, ha spiegato : «Mi sembra, da parte della Chiesa (come ha già fatto in passato) un tentativo di sovrapporre il tempo cristiano a quello laico». Quanto alla polemica sulla liberatoria: «Ho scelto di raccontare comunque il passato (ndr. un monologo sulla Repubblica Romana) per parlare del presente. Avrei voluto ricordare che la Costituzione è frutto di battaglie importanti, ma dopo aver firmato questo foglio – ha detto mostrando l’impegno chiesto dagli organizzatori del Concertone – non posso citare né le elezioni né il referendum”.

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