Frati libertini a S.Croce in Gerusalemme? Il Papa li fa fuori…

mercoledì, 25 Maggio, 2011

Cosa succede a Santa Croce in Gerusalemme, nella basilica romana colpita dalla reprimenda del Papa? E’ vero che lì si facevano danze libertine? E’ vero che in questo luogo sacro della movida cristiana, dove si cela una buona dotazione di reliquie, ne succedevano di tutti i colori. Abate Simone (in foto), frate Luca, frate Ryan…ma anche la ballerina da night neoconvertita Anna Nobili…

Ecco due articoli interessanti, dalla Stampa del 21.5.2011 e dal Guardian del 25.5.11.

A Santa Croce in Gerusalemme
abusi liturgici e poca disciplina

GIACOMO GALAEZZI

CITTA’ DEL VATICANO
È una delle sette mete del pellegrinaggio a Roma e custodisce la più sacra delle reliquie (i frammenti della croce di Cristi), ma da vent’anni ospita lo scintillante regno dell’eccentrico abate acchiappavip, padre Simone Fioraso, ex stilista negli atelier milanesi. Dopo 18 secoli una delle basiliche romane più suggestive si era trasformata in un set cinematografico tra raduni di nobiltà nera, maratona tv di lettura della Bibbia (aperta da Benedetto XVI e intervallata dai balli col crocifisso dell’ex lap dancer suor Anna Nobili, documentata dal sito Messainlatino), visite di celebrità «cattolicamente scorrette» come la cantante Madonna, annesso albergo alla moda, interventi architettonici scenografici come il cancello-scultura di accesso all’orto botanico realizzato dall’artista superstar Jannis Kounellis.

Negli orti griffati della Basilica di Santa Croce in Gerusalemme era di casa la Roma glamour, si vendevano frutta e verdura biologiche (in realtà acquistate dai monaci in un negozio vicino) e si davano appuntamento gli «Amici di Santa Croce», associazione presieduta dal marchese Giulio Sacchetti discendente di Carlo Magno (sua vice è Olimpia Torlonia), luogo d’incontro fra poteri temporali e spirituali. Troppa mondanità per uno dei luoghi più venerati della cristianità in cui sono conservati i frammenti di croce ritrovati sul calvario da Sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino. Lungo le maestose navate le cappelle svelano tesori di devozione come l’iscrizione sulla croce di Gesù, un chiodo e due spine della corona di Gesù, il dito di San Tommaso, l’apostolo che dubitava della resurrezione e una parte della croce del Buon Ladrone.

Eccessive luci della ribalta mediatica, maxi-lavori di ristrutturazione, l’accusa di abusi liturgici (documentati da foto di suore che danzano intorno all’altare), intrighi, le voci di scarsa disciplina morale e comportamenti discutibili nella comunità monastica. In Vaticano hanno voluto vederci chiaro con un’ispezione: la «Visita Apostolica “ad inquirendum et referendum”» ha indagato e riferito in Curia irregolarità tali da giustificare la cancellazione dell’abbazia e la diaspora della comunità monastica in altri conventi. Fa le valigie una comunità che nella capitale è un’istituzione dal Cinquecento. Accogliendo «le risultanze della Visita, approvate dal Congresso e confermate in forma specifica dal Santo Padre», il decreto firmato dal prefetto vaticano João Braz de Aviz e dal segretario Joseph Tobin e non ancora reso pubblico, è un colpo di scure. La Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, cioè il ministero che «ha il compito di intervenire in tutto ciò che è riservato alla Santa Sede per quanto riguarda la vita consacrata», sopprime l’Abbazia di Santa Croce e dispone che «i monaci ivi residenti» si trasferiscano nei monasteri di San Bernardo in Italia, come stabilito dal commissario pontificio dom Mauro Giuseppe Lepori, abate generale dell’ordine cistercense.

Sotto la lente degli ispettori vaticani erano finiti in particolare, padre Fioraso e i suoi due più stretti collaboratori, padre Luca Zecchetto (direttore artistico del coro delle «Matite colorate») e padre Ryan per motivazioni di gestione economica ma anche di disciplina interna al monastero. Malgrado fossero lì da mezzo millennio, oramai la vita di clausura richiesta ai cistercensi mal si attagliava alla fiorente attività mondana-concertistica, al servizio limousine per i pellegrini più facoltosi, al negozio interno (i prodotti dell’orto disegnato dal paesaggista di casa Rothschild, liquori, miele, marmellate, pregiatissima cioccolata su ordinazione), al via-vai a tutte le ore del giorno, alle visite-passerella in Basilica di popstar trasgressive (Madonna «commossa» in una pausa del concerto a Roma del 2008, Gloria Estefan). Un giro di soldi fuori controllo, denunce arrivate nei Sacri Palazzi su conduzione «allegra» della vita monastica e rapporti non limpidi nella comunità. Una partita giocata tra sovraesposizione mediatica e trame opache. Fino al fischio finale di Benedetto XVI.

Pope ousts ‘loose living’ monks of Rome’s Santa Croce monastery

Vatican acts after reports of monks staging concerts featuring a former lap dancer and running hotel service

Tom Kington in Rome guardian.co.uk, Wednesday 25 May 2011 19.08 BST

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It sounds like something out of Father Ted: a renowned monastery in Rome where monks staged concerts featuring a lap-dancer-turned-nun and opened a hotel with a 24-hour limousine service has been shut down by the pope.

As part of Benedict XVI’s crackdown on “loose living” within the Catholic church, 20 or so Cistercian monks are now being evicted from the monastery at the basilica of Santa Croce in Gerusalemme, which hosts some of the church’s holiest relics.

“An inquiry found evidence of liturgical and financial irregularities as well as lifestyles that were probably not in keeping with that of a monk,” said Father Ciro Benedettini, a Vatican spokesman. “The church remains open but the monks are awaiting transfer.”

Reports saying the monks amassed large debts have also emerged, but Benedettini declined to give further details of the Vatican report, which was signed off in March.

The monks’ days have been numbered since 2009, when the Vatican sacked their flamboyant abbot, Father Simone Fioraso, a former fashion designer who built up a cult following among Rome’s fashionable aristocratic crowd as well as show business worshippers such as Madonna, who prayed at the church in 2008.

In 2009 Anna Nobili, a nightclub dancer who became a nun, was invited to perform her “holy dance” before an audience including archbishop Gianfranco Ravasi, head of the Vatican’s cultural department. For her performance Nobili, who says she uses dance as a form of prayer, lies spread-eagled in front of the altar clutching a crucifix or twists and turns as in pole-dancing routines.

Dating back to the 4th century, Santa Croce in Gerusalemme was built to house relics brought back from the Holy Land by the mother of Emperor Constantine.

They include items described as nails and splinters from the cross, thorns from Jesus’s crown, and a bone from the finger St Thomas pushed into the wounds of Christ.

The monks living there now had opened a shop selling organic produce from their kitchen garden, but this was shut down in 2009 amid accusations of their having secretly stocked the shelves from a neighbourhood grocery.

The Italian newspaper La Stampa said that VIP guests were also encouraged to stay at a hotel opened at the Santa Croce monastery which offered a 24-hour limousine airport service.

In 2008 Fioraso hosted a week-long, televised, reading of the bible with religious figures, politicians and celebrities reading tracts, starting with Pope Benedict himself. But a year later Fioraso was ousted, despite protests from parishioners who defended his “patience, dedication, sacrifice and passion”.

The Vatican’s removal of the monks to other monasteries, ending their 500-year presence at the basilica, follows Benedict’s hard line with other wayward orders, including the Legionaries of Christ, run by the Mexican priest Marcial Maciel Degollado, who fathered numerous children, was disciplined over sexual abuse allegations and was banished to a life of penitence.

The basilica was supported by the Friends of Santa Croce, a who’s who of Roman society run by a Italian claiming descent from Charlemagne.

Italian press reports have speculated that the inspectors from the Vatican suspected homosexual relations between monks at the monastery.

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