Manovra della disperazione, Podlech interrompe la requisitoria del Pm e ricusa la Corte

giovedì, 16 Giugno, 2011

La manovra della disperazione, ricusare la Corte. Alfonso Podlech Michaud, l’ex procuratore militare di Temuco accusato di aver fatto “scomparire” Omar Venturelli nell’ottobre del 1973, ha interrotto questa mattina la Requisitoria del Procuratore Aggiunto Giancarlo Capaldo appena iniziata.

“Estragos”, una parola che in castigliano significa varie cose compresa strage, è la parola che Podlech ha pronunciato più volte. Non esiste questo reato in Cile, ha sentenziato l’ex golpista di Pinochet, non mi potete processare per questo. In realtà Podlech deve rispondere oltre che di strage anche di sequestro di persona e di omicidio, reati che già bastano da soli a definire la sua posizione processuale. Ma questa mattina l’ultima guerriglia di Podlech e del suo avvocato Nicola Caricaterra ha cercato di fare leva su questo reato che gli fu contestato al momento dell’arresto all’aeroporto di Madrid nel 2008.

Oggi in aula è arrivata anche la sorella di Podlech, per dire a mezza voce: “Questo è un processo politico”. In aula anche Herman Carrasco, uno dei testimoni del processo, venuto dal Cile per assistere alla sentenza del suo aguzzino.

La Corte d’Assise non potendo decidere su una ricusazione che lka riguarda dovrà attendere ora il giudizio della Corte d’Appello, alla quale Podlech deve presentare al più presto la richiesta dei ricusazione. La Corte d’Appello è tenuta a rispondere al più presto.

Intanto il processo va avanti. E così venerdì 17 alle 10 parlerà Capaldo, che farà finalmente la sua richiesta. A seguire gli avvocati di parte civile Marcello Gentili, Giancarlo Maniga e Marta Vignola. Mentre lunedì 20 – che originariamente doveva essere la giornata del verdetto – parlerà la difesa di Podlech. Poi avuto il verdetto della Corte d’Appello sarà il momento della Camera di consiglio.

Insomma Podlech ha guadagnato qualche ora in più ma non sfuggirà al verdetto che lo attende. La ricusazione che chiede non sta in piedi dal punto di vista giuridico. Infatti non riguarda un pregiudizio della Corte e poi interviene in extremis mentre invece doveva essere sollevata fin dall’udienza preliminare. Ma la paura dell’ergastolo sta mettendo le ali ai piedi dell’accusato.

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