Rostagno, confronto tra il Cc Cannas e Chicca Roveri. Un incontro in Procura che il Cc non ricorda più

mercoledì, 15 Giugno, 2011

Anche durante l’interrogatorio del maresciallo Cannas l’atmosfera in aula si riscalda. Quando Cannas torna a dire di non avere avuto responsabilità nella conduzione e redazione del rapporto sul delitto Rostagno, il pm Paci contesta come mai la circolarità delle notizie dentro l’ufficio non funzionava bene tanto che determinate informazioni non erano transitate nei fascicoli sul delitto Rostagno, e il rapporto sul delitto si concluse escluidendo la pista mafiosa. Cannas indica come titolare del rapporto il maresciallo Santomauro. Cannas e Santomauro, ricordano i pm, sono stati indicati come le punte di diamante del nucleo operativo, Cannas risponde lamentando che in una precedente udienza lo stesso pm Paci lo aveva definito fattorino, cosa, dice Cannas, che mi ha profondamente offeso. Il pm Del Bene evidenzia la stranezza del fatto che Cannas sebbene si presenti come amico personale di Rostagno alle indagini non partecipò passando quelle notizie. Cannas replica ancora sostenendo che le informazioni erano in possesso del suo superiore e che non doveva essere lui a farle transitare da un fascicolo all’altro, dal fascicolo delle indagini sulla loggia coperta, a quello sul delitto Rostagno.

L’avv. Miceli, parte civile, sonda il tipo di rapporto tra Cannas e Rostagno, la risposta del maresciallo quasi quasi ridimensiona il rapporto di confidenza tra i due, quando Rostagno andava dicendo che Cannas era un suo buon amico. Cannas rileva che restò stupito quando ascoltò in tv Rostagno difendere l’on. Canino coinvolto nella loggia coperta iside 2, tanto che in un rapporto lo indicò come “ambiguo”. Miceli chiede se questa circostanza aveva avuto modo di approfondirla, Cannas risponde chiedendo di potere leggere l’intero rapporto cui ha fatto riferimento il legale.

Nelle ultime ore l’udienza è stata una costante e interessante sfida di nervi tra il luogotentente Cannas e il pm Paci. Il pm non si spiegava come mai Cannas, conoscendo bene l’approccio giornalistico di Rostagno sia per conoscenza diretta sia a seguito del verbale redatto sulla loggia Iside 2, non abbia insistito con il collega Santomauro dopo il rapporto sull’omicidio Rostagno. Il rapporto sull’omicidio, che Cannas continua a chiamare rapporto preliminare (pur essendo in realtà l’unico) era stato redatto da un altra persona, dice, e pur avendo informato il superiore Montant del verbale sulla Iside 2 (tanto che Montanti lo firmò) non ve ne sono riferimenti nel rapporto sull’omicidio. Eppure Cannas conferma che aveva fatto dei rilevamenti all’indomani dell’omicidio.

Nonostante i numerosi solleciti del pm, Cannas non risponde a tutti gli effetti sul perché. La sensazione è che nell’ufficio non vi fosse grandissima comunicazione: “Facevamo delle riunioni settimanali ma ognuno seguiva il proprio caso”.

Altro elemento interessante è che l’avvocato Miceli (per Maddalena Rostagno e Chicca Roveri) si è lasciato scappare che definendo Rostagno “ambiguo” in un suo rapporto a proposito della “difesa” dell’onorevole Ciccio Canino come membro dell’Iside 2, il carabiniere possa avere “influenzato” le indagini. L’avvocato chiede scusa per il lapsus formale.

A proposito del legame tra il caso Iside 2 e l’omicidio di Mauro, l’avvocato Ingrassia (per Virga) chiede se i carabinieri avevano avuto una delega dell’autorità giudiziaria sul legame in questione, e il carabiniere nega. Viene confermato da Cannas stesso, in ogni caso, che nell’elenco dei soci della Iside 2 fossero presenti dei mafiosi, e nell’agenda di Grimaudo era certamente presente il boss mazzarese Mariano Agate.

Inoltre, nei registri “ufficiali” della massoneria italiana, le logge trapanesi non erano presenti. Di sempre più certo c’è invece un legame tra i massoni trapanesi (tra cui tale Soldano, capo ripartizioni al comune), il gran maestor della P2 Licio Gelli, e mafiosi come il già citato Agate e D’Ala, altro boss mazzarese molto influente tra gli anni 70 e 80.

Nel riesame, il PM chiede se Cannas conferma di un incontro tra il procuratore Coci (nome che emerge negli appunti di Rostagno) e Chicca Roveri alla presenza di Cannas stesso, riferito dalla Roveri nella sua deposizione. Cannas esclude totalmente la possibilità, “non scorreva buon sangue tra me e Coci”, dice.

I PM chiedono un confronto tra la Roveri e il carabiniere. L’udienza viene sospesa per predisporre il confronto.

La percezione è che l’udienza di oggi possa essere fondamentale. Le insistenze del pm (e per certi versi anche del presidente della corte Pellino), le opposizioni della difesa (che in particolare tira in ballo altri giornalisti – genericamente – che all’epoca avrebbero potuto trattare gli stessi fatti di Rostagno) e il clima generale appesantiscono l’aria e creano tensione in aula. Chissà se è un segno di avvicinamento alla verità… di certo conferma l’importanza generale di questo processo rispetto alla storia recente d’Italia (e non solo di trapani, dunque).

Indagavamo sulla loggia Scontrino e succedevano cose strane, addirittura furono violati sigilli dentro l’ufficio corpi di reato. Furono violati i sigilli di buste che contenevano documenti. Il maresciallo Cannas alla ripresa dell’udienza e prima del confron to con Chicca Roveri ammesso dalla Corte, rispondendo alle domande del presidente Pellino ha descritto l’atmosfera che girava attorno all’indagine sulla loggia coperta di Trapani, proprio riferendo l’episodio di violazione di sigilli. I giudici adesso decidono la sospensione, rinviando il confronto in aula tra Cannas e Chicca Roveri alle 15,30.

E’ ripreso il processo…in aula faccia a faccia il maresciallo Cannas e Chicca Roveri, il primo ha negato un incontro con la Roveri nell’ufficio dell’allora procuratore Coci a pochi mesi dal delitto.

Il presidente Pellino ricostruisce le dichiarazioni rese da Chicca Roveri e cioè che fu convocata nell’ufficio del procuratore attraverso il brigadiere Cannas con una scusa, e in quella occasione, presente Cannas, il procuratore dapprima le chiese se suo marito, Mauro Rostagno, aveva mai ricevuto minacce, poi il procuratore le disse di tenere segreto quell’incontro perché la vicenda se resa nota poteva costituire pericolo per lui stesso e lei.

Cannas ha negato l’incontro, ammettendone un altro, quello avvenuto qualche anno dopo con il procuratore Lari.

Chicca Roveri ricostruisce i rapporti con Cannas e della fiducia che riponeva nei suoi confronti. Cannas mi riferì che quello di Rostagno era un omicidio mafioso. Cannas nega. Il maresciallo nega anche che Rostagno gli disse in un ultimo incontro “mi hanno allungato la vita di un mese”. Rostagno mi disse invece rispetto alle cose che gli avevo chiesto “se me danno tempo ne parleremo”.

Chicca Roveri contesta al maresciallo Cannas di avere condizionato la vita di Mauro e la sua. Cannas replica contestando la gratuità della dichiarazione. “Se avessi percepito che Mauro Rostagno era in pericolo non lo avrei lasciato solo, me ne sarei occupato” dice Cannas.

A proposito dell’incontro nell’ufficio di Coci, fui chiamata lì sulla gestione di un fondo di proprietà della Saman, Fondo Auteri, – ricorda Chicca Roveri – e certamente c’era Cannas perché era quello che si occupava dell’indagine su Fondo Auteri.

Chicca Roveri parla anche di una cassetta con interviste realizzate dal regista Cavallone andata perduta.

Non c’era niente di interessante in quella cassetta replica Cannas.

Sull’incontro in Procura Cannas continua a negare, sostenendo che difficilmente il procuratore Coci avrebbe convocato lui perché i rapporti non erano buoni, ed era un fatto notorio. I rapporti erano pessimi con il procuratore Coci.

Chicca Roveri ribadisce l’incontro, Cannas continua a negarlo.

Testimone adesso è Giuseppe Aiello, operatore in tv a Rtc nel periodo in cui c’era Mauro Rostagno. Più che altro spiega mi occupavo di alta frequenza.

Le domande del pm Paci sono sul suo rapporto con l’editore di Rtc, Puccio Bulgarella. Aiello riferisce di una presenza sua e di Puccio Bulgarella a Palermo nel periodo in cui si stava estendendo la rete di diffusione della tv privata.

Aiello riferisce di un pranzo con Bulgarella e un certo Lodato che se non era in organico alla Finivest era certamente in rapporti con la Fininvest.

Questo incontro avvenne in un ristorante di Palermo, via Libertà. il Gourmands, e l’incontro è collocabile perché in quella occasione, Lodato in quella occasione chiese a Bulgarella se abbiamo a che fare con una persona affidabile o un pisciteddu di cannuizza.

Bulgarella rispose, io già una volta sono riuscito a fermare questa cosa, questa cosa non la fermai una seconda volta perché non c’ero.

Per Aiello il riferimento è al delitto Rostagno. Prosegue: vicino al tavolo c’era seduto l’on. Francesco Canino e rivolto a Lodato, Bulgarella disse che per questa ragione a questa persona da un mese non la saluto.

Ultimi adempimenti prima del rinvio dell’udienza: il 6 luglio verranno sentiti il capo della Mobile di Trapani Giovanni Leuci e gli ispettori Angelo Palumbo e Simona Pettorini. Rigettata una richiesta dell’avv. M

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