Paese che va a rotoli. Ecco due spunti:
venerdì 1° luglio, ore 915, via Portuense, Roma. Sul selciato sono riversi una donna anziana e il suo investitore, un giovane motocicliclista. La donna è grave, ha perduto i sensi, intorno gran folla ma nessuno che si avvicini più di tanto. Si aspettano le ambulanze. Arrivano polizia e polizia municipale. Si resta così per oltre 40 lunghissimi minuti. Quando la prima ambulanza attiva va verso il giovane motociclista, solo un richiamo degli astanti fa presente che la priorità è all’anziana. Dall’ospedale poi risulterà che è in coma.
Quaranta minuti, in un tratto di strada che è circondato da ospedali, il retro del San Camillo e del Forlanini, lo Spallanzani, perfino il 118 ha sede nelle vicinanze. Che dire?
(fonte Marilena, libraia all’angolo di casa mia)
Giovedì, sulla Formia-Roma. Il treno viene arrestato di autorità alla stazione di Latina. Il controllore ha chiamato la polizia. I passeggeri protestano e scendono sul marciapiede. L’enormità della situazione che si prolungherà quasi per un’ora fino all’arrivo della polizia è sotto gli occhi di tutti.
E’ successo che il controllore abbia trovato due giovani che viaggiavano con il biglietto non vidimato. E’ scattata una multa. Ne è nato un diverbio, uno dei tanti. Il controllore non ha dubbi, chiama la polizia. Tutto il treno assiste con evidente e progressivo fastidio alla scena, in ostaggio del controllore superirritato. Poi la polizia preleva i due giovani e li porta in Questura: uno dei due è privo di documenti. Il treno finalmente riparte. Nelle stesse ore sulla linea consorella Cassino Roma un passeggero fotografa col cellulare la temperatura interna alle corrozze: 42 gradi. Il controllore lì non fa nulla, allarga le braccia. Non si possono neanche aprire i finestrini…Che dire?
(fonte Giorgio B., un vecchio amico)