Un blogger italiano (Nomfup) smaschera il ministro inglese della difesa. Bravo Filippo Sensi

domenica, 9 Ottobre, 2011

E bravo Nomfup, cioè Filippo Sensi. Il suo blog (http://nomfup.wordpress.com/)  pubblica un video che forse farà dimettere il ministro della difesa inglese Liam Fox (nella foto). Vedremo. Il ministro faceva partecipare un amico privo di status ufficiale a incontri diplomatici vari.

Ma chi è Sensi? E’ stato in passato nell’ufficio stampa di Francesco Rutelli. Ora fa questo Nomfup (che sta per  Not my fucking problem).

Qui di seguito l’articolo di corriere.it:

MILANO – Anche un blogger italiano aggrava la posizione di Liam Fox, il ministro della Difesa britannico che rischia la poltrona a causa di un giovane amico diventato troppo ingombrante. A partire da uno scoop del Guardian dello scorso agosto, l’esponente conservatore è finito sotto inchiesta, accusato di aver più volte permesso all’ex coinquilino e testimone di nozze Adam Werritty, 34 anni, di entrare nel quartier generale della Difesa – 14 visite in 16 mesi, secondo l’opposizione – e di averlo lasciato partecipare a incontri internazionali in cui si presentava come «consigliere» senza avere alcun incarico ufficiale. Episodi su cui Fox riferirà lunedì in Parlamento, per chiarire se con la sua condotta possa aver compromesso la sicurezza nazionale e infranto il codice di comportamento richiesto a un ministro.
Proprio uno dei meeting al centro dell’inchiesta – a Londra, nel dicembre 2010, con il presidente dello Sri Lanka Mahinda Rajapaksa – è stato ripreso in un video da una tv locale ed è stato scovato in Rete dal giornalista romano Filippo Sensi, curatore dell’ironico blog su comunicazione e politica Nomfup (abbreviazione per Not my f***ing problem). Il filmato testimonia la presenza al vertice – negata invece dal ministro – dell’amico Werritty e per questo è finito come prova sulla prima pagina dell’Observer, il domenicale britannico dello stesso gruppo del Guardian.

IL BLOGGER ITALIANO – «Il video è stato dato all’Observer dal blogger italiano Nomfup – si legge nell’articolo del giornale inglese -. Tre differenti fonti lo hanno visto e ritengono che Werritty vi appaia». Il blog italiano pubblica anche un altro filmato di un incontro con il presidente dello Sri Lanka, cui avrebbe partecipato di nuovo l’amico di Fox: un video del 2009 questa volta, quando l’esponente conservatore non era ancora ministro. «Abbiamo trovato le immagini facendo un lavoro di setaccio e di ricerca sul web, poi i media britannici ci hanno contattato per pubblicarle – spiega Filippo Sensi al telefono con il Corriere (ascolta l’intervista audio). «Nessuna spiata o segreto, abbiamo trovato i due video su YouTube – aggiunge -. È bastato solo mettere insieme le cose. E magari adesso questi filmati potranno dare un contributo in più per capire se è vero o meno quello che dice il ministro».

DUBAI – Ma non ci sono solo i video a inchiodarlo. I media britannici svelano anche nuovi dettagli sul rapporto di Fox con Werritty. Tra di essi, un altro meeting internazionale cui l’amico Adam ha partecipato: a Dubai, lo scorso giugno, con l’uomo d’affari Harvey Boulter. Il ministro si è difeso dicendo che l’incontro è avvenuto per caso. Lo smentiscono però una serie di email pubblicate dal Guardian, da cui emerge che a fissare l’appuntamento è stato proprio Werritty. E una lapidaria dichiarazione dello stesso Boulter: «Era programmato da aprile. Un incontro con un ministro della Difesa non avviene per caso».

IN BILICO – Dopo le nuove rivelazioni, l’opposizione va subito all’attacco: «Non è solo una questione di sicurezza nazionale e di accesso a informazioni altamente sensibili – dice alla Bbc Harriet Harman, numero due del Partito laburista -. È anche una questione di onestà». Pure il premier David Cameron conferma formalmente la fiducia a Fox – suo ministro fin dall’insediamento nel maggio 2010 – ma nel contempo chiede che i primi risultati dell’inchiesta arrivino sul suo tavolo già lunedì mattina. Tanto che nella serata di domenica è costretto a intervenire lo stesso Fox. Con un messaggio in tv per scusarsi, per garantire che non è stata compiuta nessuna «malefatta» e che a Werritty non è stata trasmessa nessuna informazione. Ma anche per assicurare che non si dimetterà: «È stato un errore lasciare che si confondessero le mie responsabilità professionali e la mia personale fedeltà a un amico» ma «da questa esperienza, ho imparato la lezione».

Alessia Rastelli
arastelli@corriere.it
09 ottobre 2011 21:28

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