Informazioni che faticano a trovare spazio

Sopruso a Milano, doveva sposarsi in Comune con un italiano: ragazza marocchina bloccata per otto ore, matrimonio rinviato

Ecco il livello raggiunto in Italia, a Milano dove peraltro l’amministrazione è guidata da Giuliano Pisapia. Un meccanismo insopportabile…Riprendo da corriere.it:

L’abito bianco, gli amici, i parenti. Tutti per festeggiare il matrimonio. Ma la sposa, appena arrivata a Palazzo Reale, è stata fermata. Perquisita e interrogata per otto ore. Ed è stata denunciata per immigrazione clandestina. Protagonista di questa disavventura una 26enne, di origini marocchine, che in un esposto spiega tutta la vicenda. Le nozze «potranno essere celebrate nei prossimi giorni», assicura il Comune. Nel frattempo l’amarezza e il «disappunto».

L’ESPOSTO – La donna e il suo fidanzato si sono presentati, il 3 dicembre, a Palazzo Reale. «Giunti sul luogo ci ha accolti una signora, che faceva le veci del Comune – racconta la marocchina, assistita dall’avvocato Simona Giannetti – e ci ha richiesto i nostri documenti». Carta d’identità lui, passaporto lei. A quel punto la giovane è stata portata negli uffici della Polizia locale dove racconta di essere rimasta «per ben 8 ore». E questo nonostante «la stessa polizia fosse al corrente del fatto che la posizione» della donna «era tutt’altro che irregolare». Perchè – si legge nell’esposto – i futuri sposi avevano «formalizzato» la loro richiesta «di matrimonio presso il Comune di Milano con le pubblicazioni». Alla fine della giornata «non solo non ci eravamo sposati ma eravamo anche stati umiliati davanti ai nostri invitati». Per questo hanno voluto scrivere a Pisapia «avviliti e sconcertati dall’accaduto», esprimendo il «nostro più totale disappunto e la nostra più totale delusione».

LA REPLICA– Dal Comune assicurano che le nozze verranno celebrate nei prossimi giorni. «In passato si sono verificate situazioni di matrimoni irregolari, stipulati anche tramite organizzazioni criminali per consentire a persone di origine straniera di ottenere la nazionalità italiana – si legge in una nota -. Per questo la polizia locale effettua regolari controlli presso Palazzo Reale dove si svolgono i matrimoni civili».

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