La banca JP Morgan contro le Costituzioni antifasciste. Ecco il cuore del fronte del Sì

domenica, 20 Novembre, 2016

Da dove nasce tutto questo astio contro le Costituzioni europee?

Lo spiega la banca JP Morgan, nel suo documento sull’Europa pubblicato tre anni fa. Ecco che cosa hanno scritto i banchieri di Wall Street sulle “deprecabili” Costituzioni uscite dalla caduta delle dittature (https://culturaliberta.files.wordpress.com/2013/06/jpm-the-euro-area-adjustment-about-halfway-there.pdf ).  :

 

“The political systems in the periphery were established in the aftermath of dictatorship, and were defined by that experience. Constitutions tend to show a strong socialist influence, reflecting the political strength that left wing parties gained after the defeat of fascism. Political systems around the periphery typically display several of the following features: weak executives; weak central states relative to regions; constitutional protection of labor rights; consensus building systems which foster political clientalism; and the right to protest if unwelcome changes are made to the political status quo. The shortcomings of this political legacy have been revealed by the crisis…”.

Cioè: “I sistemi politici in periferia sono stati stabiliti in seguito alla caduta della dittatura, e sono stati definiti da quell’esperienza. Le Costituzioni tendono a mostrare una forte influenza socialista, che riflette la forza politica che i partiti di sinistra hanno guadagnato dopo la sconfitta del fascismo. I sistemi politici intorno alla periferia tipicamente visualizzano le seguenti caratteristiche: esecutivi deboli; governi centrali deboli relativi alle regioni; tutela costituzionale dei diritti dei lavoratori; sistemi di costruzione del consenso che favoriscono clientelismo politico; e il diritto di protestare se vengono apportate modifiche sgraditi allo status quo politico. Le carenze di questa eredità politica sono state rivelate dalla crisi … “.

 

Con la modifica dell’art.117 della Costituzione e dell’art. 75 relativo ai referendum c’è un’oggettiva coincidenza di vedute tra la riforma e quanto espresso nel documento della JP Morgan.

 

Il succo dell’operazione di revisione delle Costituzioni lo ha ben sintetizzato Barbara Spinelli:  “Siamo davanti a una precisa strategia: l’obiettivo consapevolmente perseguito non è un governo democratico normale, ma una governance. Non è l’interesse di tutti, ma di piccole cerchie e di poteri forti ben protetti dalle incognite del suffragio universale e dalle regole legate agli interni equilibri della democrazia costituzionale”.

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