Il padre di Zhang Yao: l’ho trovata all’obitorio con gli occhi ancora aperti, ho dovuto chiuderglieli io…

domenica, 11 Dicembre, 2016

Ci restano di Zhang Yao le impronte digitali. E se il suo piccolo cadavere l’altro giorno era ancora con gli occhi aperti, sul tavolaccio dell’obitorio, è perché nessuno glieli aveva chiusi. Ha dovuto provvedere suo padre al momento del riconoscimento…

Gli occhi spalancati di Zhang Yao…

Zhang era stata all’Ufficio Immigrazioni per il fotosegnalamento.

Così mi hanno detto i cronisti oggi alla cerimonia di commemorazione di Zhang Yao, la ventenne uccisa (probabilmente) da un treno mentre spaesata e nel panico, con un cellulare in mano, ha passato parecchi minuti sulla ferrovia accanto ai binari dove transitavano i treni e dove forse un respingente più grande degli altri l’ha centrata scaraventandola in un cespuglio.

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Dunque ci restano di Zhang Yao, oltre alle foto che la ritraggono, le impronte digitali.

I suoi sogni sono invece finiti nel nulla.

Una studentessa cinese ha detto oggi che Zhang avrebbe voluto visitare tutti paesi del mondo per scoprirne le bellezze.

Ma è riuscita a visitarne solo tre, ha aggiunto la ragazza senza specificare quali. Sicuramente la Cina e l’Italia, oltre ai quali Zhang deve aver visto anche un terzo paese.

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Non sono mai stato nell’Inner Mongolia o Mongolia interna che dir si voglia, il posto in cui era cresciuta Zhang Yao con la sua famiglia (duecento persone, ha detto con orgoglio il padre).

Ma quello sprofondo di Tor Cervara dove si trova via Patini con l’Ufficio Immigrazione della Questura di Roma ha colpito anche il padre di Zhang e ha colpito soprattutto i giovani studenti cinesi che devono frequentarlo per i permessi di soggiorno. Uno di loro ha chiesto oggi un ufficio diverso cui potersi rivolgere…Tor Cervara con i suoi lupi da strada maestra deve essere assai peggiore della Mongolia e di tante altre lande cinesi.

 

I cinesi hanno scelto un fiore bianco per ricordarla. C’erano tanti fiori bianchi a Tor Cervara oggi. Ci sono case lì vicino a dove è stata fatta la commemorazione, qualche finestra era aperta, qualcuno si è affacciato, pochi sono scesi per partecipare, erano assai pochi. Del resto non c’erano neanche le istituzioni, niente da parte del Comune, niente da parte del Municipio (il V), ma si sa che i Cinquestelle (anche il Municipio oltre al Comune è retto dal M5S) non mostrano grande sensibilità per le vere vittime. Come Zhang Yao.

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Non c’erano neanche tutti i cinesi (ce ne erano duecento, ma quanti sono i cinesi a Roma?) Ventimila, di più? Certo il posto è lontano, occorre armarsi di determinazione per raggiungerlo. Chi l’ha fatto era lì perché voleva davvero esserci.

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A trovare il suo cellulare in quella scarpata dove è morta è stato un operatore di “Chi l’ha visto?”. Un operatore…

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E la piccola Zhang? Aveva gli occhi aperti, sul tavolaccio dell’obitorio. Così ha rivelato suo padre, che ha detto di averglieli chiusi lui. Pensate: nessuno aveva provveduto a chiuderglieli…E questa è la capitale del cristianesimo?

Papa Francesco, che ti dicono gli occhi spalancati di Zhang Yao?

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