Proposta della Giunta All’Assemblea Capitolina, la n 88: smantella il Regolamento del Verde varato nel 2021 sotto la giunta Raggi in uno dei suoi punti essenziali: i 2 metri di rispetto previsti per le alberature romane. La nuova disciplina prevede infatti una deroga con l’assegnazione di questo spazio a “strutture elementari”, dice il provvedimento, quali “sedie, tavolini, fioriere di delimitazione, tappeti, zerbini, ombrelloni e tende ombrasole, previa verifica tecniuco-agronomica” da parte del Dipartimento.
Mancano solo pedane, tutto il resto c’è. Qual è la filosofia del provvedimento varato a fine settembre e destinato all’aula consiliare capitolina per essere approvato? Emerge una testarda volontà di privatizzare il bene pubblico: ora si sottrae perfino l’ombra ai cittadini e ai residenti, non si fanno panchine pubbliche né si riparano quelle rotte sotto gli alberi, ci si genuflette ancora una volta agli appetiti dei ristoratori e del commercio regalando loro ciò che è di tutti.
La misura ha sollevato obiezioni nei Municipi, come nel I e nel II, anche perché arriva dopo altre forzature nell’occupazione del suolo pubblico come quella recente di assegnazione di “osp” alle librerie per la somministrazione esterna (e non più solo interna). Inoltre i dehors hanno avuto un’ulteriore proroga. Insomma in questo solco non mancava che trasformare le alberature (sono 390mila a Roma) in un nuovo possibile elemento di arredo della ristorazione.

