991: Tinto Brass aveva indetto dei provini a Cinecittà per il suo prossimo film “Così fan tutte”. Così all’Europeo nacque l’idea di andarci con lo scrittore Aldo Busi, magari vestito da donna. L’incarico di organizzare il tutto fu affidato a me. Busi arrivò dal nord in treno e andò a dormire all’hotel d’ìInghilterra. La mattina dopo andai a prelevarlo per raggiungere la sartoria di un customista che lavorava per lo spettacolo e la Rai in particolare. Così in quella sartoria di viale Giulio Cesare lo scrittore fu trasformato in donna: gli abiti piuttosto vistosi con un tessuto rosso a fiori provenivano dalla trasmissione di Raidue “L’altra domenica” condotta allora da Renzo Arbore. Qualche problema lo avemmo con le scarpe, mi pare che Busi avesse bisogno di una misura 42 per un paio di tacchi a spillo. Alla fine ce la facemmo.
Così in vespa (la mia) Aldo Busi ed io andammo al teatro di Cinecittà in cui si assiepavano dal mattino parecchie decime di giovani donne in cerca di scrittura. Busi entrò trionfalmente ta loro che riempivano una scala che portava al primo piano annunciandosi così: “Ragazze, ci sono anch’io…”. Dopodiché finimmo davanti a Tinto Brass e alla sua moglie, la Tinta, che passavano in rassegna le candidate. Così trascorse una lieta mattinata di provini. Poi andammo a pranzo di fronte a Cinecittà. Il resto è consegnato al lunghissimo reportage di Busi uscito sull’Europeo del 15 agosto 1991. Lo scritto di Busi era accompagnato da un mio articoletto (li riproduco qui entrambi).
Brass era un bon vivant, accettò con sornione piacere la nostra improvvisata, con l’inviato di Panorama che avrebbe dovuto avere l’esclusiva per quel servizio e che mostrava un po’ di disappunto. Come avevo già detto a Brasas in un’altra occasione, a pranzo gli ricordai che il suo film migliore era secondo me quello di esordio a metà anni 60, dalla struttura francese e nel solco della nouvelle vague. Si intitolava “In capo al mondo” e il sottotitolo era: “Chi lavora è perduto…”. Raccontava in un lungo monologo tra le calli di Venezia la vigilia di un giovane destinato l’indomani a un impiego di lavoro. Il giovane alternando veneziano e italiano smadonnava alquanto passando in rassegna i luoghi della sua gioventù, tra i quali naturalmente c’era anche un bordello. Ma quel che contava in quella pellicola in bianco e nero era l’atmosfera sospesa in attesa degli eventi che tardavano a manifestarsi. E Brass su tutt’altri lidi poi approdato come reagiva? Con un sorriso sornione nascosto da un lungo havana che gli girava per la bocca….



