Tra i giovani delle associazioni (Arci, Libera, Data J Crew) di Misterbianco: come andare avanti in un paese del catanese

lunedì, gennaio 21st, 2013

A Misterbianco (Catania)  il primo problema che si pone, attraverso gli interventi di due giovanissimi blogger e poi di rappresentanti dell’Arci Makeba e di Libera don Pino Puglisi (che ha nel paese una bottega equo solidale), è: come conviene comunicare con la gente del paese…

Dopo un decennio di centro destra ora c’è di nuovo il vecchio sindaco di sinistra, Nino Di Guardo. Le associazioni che mi ospitano per presentare “Uomini e donne del Sud” partono dunque dal movimento per l’acqua, rappresentato da Giusi Milazzo (e Anna Bonforte in platea, mischiata ai 50-60 presenti), per valutare le strade migliori per intraprendere iniziative di base nel paese alle porte di Catania, dove il clan Riela è stato sgominato ma dove i beni confiscati alla mafia non sono stati ancora assegnati ad associazioni e onlus.

I due blogger che introducono, sono Nelly Gennuso e Vincenzo Morteo di Data J Crew, spiegano innanzitutto il loro lavoro sui dati, la ricerca che stanno facendo è sull’acqua. Un lavoro che si chiama Waterbox Sicilia. A sovrintendere alla loro attività una giornalista (già al Giornale di Sicilia, ora collaboratrice di Repubblica Sicilia), Rosa Maria Di Natale. Poi Giusi Milazzo ripercorre le tappe del movimento per l’acqua e ricorda l’emendamento regionale approvato in dicembre che dà ragione ai comuni che a suo tempo non hanno ceduto le loro reti idriche ai gestori arrivati con la privatizzazione. Banco di prova sarà la riproposizione della legge di iniziativa popolare che vuole far tornare pubblica l’acqua e che ha il sostegno di 140 comuni (sui 390 dell’isola).

Dura un paio di ore molto serrate la discussione che tocca vari punti: ottenere il wi fi per poter comunicare più agevolmente con tutti, far assegnare i beni confiscati dalla mafia, guardare con ottimismo al futuro.

Carmen Avellino dell’Arci e i ragazzi di Libera aspettano ora don Luigi Ciotti per inaugurare ufficialmente la bottega aperta.

La serata va in streaming grazie a un ipad e a un cellulare utilizzati da Antonio Biuso. Si tratta di un video targato Makeba Vision su Livestream.

Il tour prosegue lunedì a Modica (ore 17,30 alla Società Operaia di Corso Umberto I , 157) e poi alle 20,30 a Catania (Salone dell’Istituto San Filippo Neri, via Salesiani 2).

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