Che cos’è il Kurdistan (e, grazie al troppo petrolio, il perché di 30 milioni di curdi che non possono avere una nazione…)

mercoledì, ottobre 8th, 2014

Troppo petrolio e ricchezze minerali nel Kurdistan. L’Occidente che ora ha scoperto i poveri “curdi” come risorsa contro i mostri dell’Isil, non ha alcuna intenzione di regalare queste ricchezze ai 30 milioni di curdi (ma c’è chi li stima fino a 40 milioni) che vivono in un grande territorio di circa 500 mila kmq.

Ecco una breve scheda sull’incomodo paese degli uomi del Kur (Montagna), i Kurti o Curdi che dir si voglia, lì impiantati da oltre 2600 anni come discendenti degli Hurriti e dei Medi.

Lì dove?

Il Kurdistan è una regione geografica, prevalentemente montuosa, dell’Asia minore

compresa tra il Mmar Nero, l’alta Mesopotamia, la catena anatolica dell’Antitauro e l’altopiano iranico.

Convenzionalmente nel Kurdistan vengono fatte rientrare 18 province (vilâyet) della Turchia (Adiyaman, Agri, Bingöl, Bitlis, Diyarbakir, Elazig, Erzincan, Erzurum, Gaziantep, Hakkari, Kars, Malatya, Mardin, Mus, Siirt, Tunceli, Urfa e Van – 30% del territorio turco); quattro province  (ostân) dell’Iran (Azerbaigian occidentale, Kermanshah, Ilam, Kurdistan – 7,5% del suo territorio);  quattro province (muhafadhat) dell’Iraq (Erbil, Sulaimaniyya, Dehok, Kirkuk – 17% della superficie irachena); il Kurdistan siriano comprende il Kurd Dagh (montagna dei curdi) a nordovest di Aleppo, la regione di Jerablus e Kobani a nordest di Aleppo e la parte settentrionale della muhafadha di al-Hasakah – 10% della superficie totale della Siria. Discendenti degli Hurriti prima e dei Medi poi, i curdi si insediarono in Kurdistan circa

I curdi sono il quarto gruppo nazionale del Medio Oriente dopo gli arabi, i persiani e i

turchi; con stime che oscillano fino a 38 milioni di persone,. Gli emigrati sono  più di 700.000 persone in Europa (di cui 500.000 in Germania, 45.000 in Austria a

qualche migliaio in Italia) e circa 300.000 nelle ex Repubbliche sovietiche.

Il ruolo geo-strategico del Kurdistan è notevole: esso si pone come cerniera tra mondo arabo, mondo persiano, mondo turco e mondo slavo. Il suo territorio è caratterizzato da alti rilievi montuosi (tra cui spicca la cima di 5.165 metri del monte Ararat) situati tra il Mar Nero, il Mar Caspio e il Mar Mediterraneo e dalla presenza di numerosi fiumi, inclusi i due più importanti della regione mediorientale, il Tigri e l’Eufrate, le cui sorgenti nascono nel Kurdistan turco. In questo territorio è situato, anche, il lago di Van.

Risorse: oltre a quelle idriche sono inoltre presenti enormi giacimenti di minerali, quali rame, fosfati, ferro, argento, lignite, uranio e cromo e, nel Kurdistan iraniano e iracheno, di petrolio.

Circa il 75% del petrolio iracheno proviene dal Kurdistan (zone di Kirkuk, Mosul e Arbil), gli unici giacimenti della Turchia (aree di Sirt, Raman, Garzan, Diyarbakir) ed i più importanti della Siria si trovano in Kurdistan (area di Giazira). Anche nella zona di Kermanshah, territorio iraniano ma abitato da curdi, si estrae petrolio. Se il Kurdistan fosse uno Stato a sé probabilmente sarebbe il  più ricco del Medio Oriente. Ciò rende ancor più paradossale il fatto che malgrado la presenza di tali ricchezze, le comunità curde vivano in una situazione di povertà e sottosviluppo a causa delle divisioni e dello sfruttamento delle risorse operato dalle amministrazioni centrali.

In questo momento i morti curdi colpiti dalla polizia turca mentre manifestavano contro l’Isil sono oltre venti. Erdogan che non attacca l’Isil e chiama in causa un intervento Usa preferisce intanto colpire i curdi.

Contraddizione mostruosa di un sistema che relega i curdi a popolo senza nazione. Fino a quando?

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