Perché il Pd non vuole Rodotà? Perché è un giurista corretto? Perché era contro la legge bavaglio? Perché è andato dagli operai di Melfi e al Valle occupato? Perché ha insegnato diritto pure in Australia e India? Perché è stato iscritto ai radicali? Perché vuole che la tortura sia reato?

giovedì, 18 Aprile, 2013

Perché non va bene Stefano Rodotà? Tre giorni fa era al Valle per varare l’alleanza tra i teatri occupati bene comune e i giuristi. Ci sono foto che lo ritraggono poi con Landini alle manifestazioni per gli operai della Fiat. Con Salvatore Settis e Ugo Mattei ha elaborato una piattaforma per i beni comuni. In prima fila contro la legge bavaglio. E’ stato attento alla difesa della persona ed è stato il primo Garante della privacy. E’ tra chi chiede l’introduzione del reato di tortura. Prima di essere iscritto alle formazioni che sono seguite al Pci, dal Pds ai Ds, è stato iscritto al Partito Radicale. Vive in una casa ordinaria vicino al Ministero della Giustizia e a volte lo incontrate per le vie di Orvieto. Ha il vizio di essere un insegnante, è professore emerito di Diritto Civile a Roma ma ha insegnato anche a Macerata e a Genova, con molte uscite estere dal Canada all’India, dagli Stati Uniti all’Australia. Parla le lingue, è stato parlamentare ed europarlamentare. E’ un giurista e un costituzionalista. Per lui si sono mobilitate anche persone politicamente “lontane” come Flavia Perina o vicine come Fiorella Mannoia Perché mai non deve andare bene ai signori maggiorenti del Pd che non paiono avere alcuna voglia di ritenerlo votabile? Forse perché è un tipo un po’ troppo illuminista e corretto?

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